giovedì, 21 maggio 2009

APPUNTAMENTI VERSO L'ESTATE 2009: SARA' PRESENTE VALERIO VARESI

Domenica 31 maggio partecipazione alla fiera del libro di Imperia

Lunedì 1 giugno alle 17,30 partecipazione alla fiera del libro di Brescia

Giovedì 4 giugno alle 16,30 alla Camera del lavoro di Milano, presentazione de Il paese di Saimir.

Venerdì 5 giugno alle 21,00 alla biblioteca di San Lazzaro di Savena (Bologna) presentazione de Il paese di Saimir

Domenica 21 giugno ore 17,30 - Fior di Pagine - 1° festival del Libro di Lissone - a Palazzo Terragni: Spazio Giallo con il criminologo Massimo Picozzi e presentazione de La casa del Comandante

Mercoledì 1 luglio, partecipazione al festival del giallo di Moneglia

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 09:03 | Permalink | commenti (8)
categoria:
lunedì, 20 aprile 2009

APPUNTAMENTI DI PRIMAVERA 2009: SARA' PRESENTE VALERIO VARESI

Domenica 26 aprile alle 11,00 al circolo "Corale Verdi" di Parma in seno al giardino ducale, presentazione de La casa del comandante nell'ambito delle celebrazioni della Resistenza.

Domenica 26 aprile alle 18,00 alla libreria Liberamente di Langhirano (Parma), presentazione de La casa del comandante. Seguirà, alle 20,30, al ristorante "Gardoni" di Torrechiara, una "cena del gusto" con menù tratto dai piatti citati nel libro.

Martedì 5 maggio, alla Camera del lavoro di Parma in via Silvio Pellico alle 18,00 presentazione de Il paese di Saimir

Venerdì 22 maggio alle 18,00 alla biblioteca di Sesto Fiorentino, presentazione de La casa del comandante

Giovedì 28 maggio alle 18,00 alla Camera del lavoro di Milano, presentazione de Il paese di Saimir

 

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 18:54 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 12 aprile 2009

Dovranno ricredersi, dopo questo romanzo di Valerio Varesi dagli altissimi echi foscoliani, quanti ancora ritengono gli autori di noir una sorta di scrittori di serie B. Il paese di Saimir è un esempio incontrovertibile di quel che un “giallista” può fare: un piccolo gioiello dal punto di vista formale, una drammatica testimonianza sociale e psicologica dal punto di vista dei contenuti. Come ogni vero capolavoro della letteratura “alta”.
Il volume esce nella collana “verde nero — noir di ecomafia”, su carta rigorosamente riciclata e con una bella postfazione di Antonio Pergolizzi, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente. Hanno preceduto Varesi altri nomi autorevoli, fra i quali Simona Vinci, Giancarlo De Cataldo, i Wu Ming, Loriano Machiavelli e Girolamo Di Michele, tutti proponendo “romanzi socialmente utili”. Ogni autore versa una parte dei suoi diritti al progetto SalvaItalia di Legambiente, il cui scopo è la promozione di una nuova cultura della legalità e dell’ecologia.
La trama di questo romanzo è semplice: un palazzo crolla, e sotto le macerie resta sepolto un ragazzo albanese di diciassette anni. E’ clandestino, quindi invisibile, e tale deve restare: da vivo e da morto. Come quell’altro grande eroe afroamericano che lo ha preceduto, e che non aveva nemmeno un nome — l’ “uomo invisibile” del celebre romanzo di Ralph Ellison — Saimir è consapevole della propria invisibilità, che è una necessità prima ancora che una condizione esistenziale. E come il poeta che dall’esilio dedicò i suoi versi a Zacinto, la sua isola natale, Saimir pensa, pur con un lessico meno lirico, che non avrà nemmeno una tomba: “mi butteranno via come si fa con le bestie […] chissà dove mi ficcheranno pur di non farmi vedere a nessuno. […] Invisibile ero e invisibile devo restare, anche da morto”.
Dall’altra parte dell’Europa, sua madre Vera pensa a tutti i suoi figli, che il mondo occidentale con i suoi miraggi le ha portato via. Sparsi per l’Europa e l’America, sono rimati una memoria lontana, una ferita che non cessa di bruciare. Pur auspicando la loro fortuna, Vera prova il dolore del distacco e della lontananza, e vorrebbe vicino almeno Saimir, il più piccolo, volato via dal nido prima che fosse uomo. Allora, per consolarsi, accende il televisore nella speranza di vedere, in quel susseguirsi fantasmagorico di immagini, anche solo per un attimo, il volto del figlio: “adesso la televisione che le aveva rapito i figli doveva pur farglieli vedere una volta o l’altra. E Vera passava il tempo a guardare come una madre che aspetta alla finestra. […] Era l’unico fuoco rimasto vivo, che lei alimentava con quella sua ossessione di guardare lo schermo per ore cercando di scorgere Saimir. Lei aveva fede e ciò la aiutava. Pensava che non si potesse negare questo piccolo dono a una madre.”
Immagino una trasposizione teatrale di questa storia. Alle due estremità del palcoscenico, in due coni di luce illuminati alternativamente, i due grandi personaggi tragici del racconto: da un lato Saimir, invisibile sotto le macerie, di cui si sente solo la voce in un lungo accorato monologo che mescola paura, rimpianti, maledizioni e sogni infranti; dall’altro Vera alla finestra-televisione, assorta a scrutare lo schermo cercando — e pregando — di trovare non solo il volto del figlio, ma una risposta alla sua attesa (un’altra necessità, un’altra condizione esistenziale). In mezzo fra i due, tutti i personaggi di cui non ho ancora, volutamente, parlato.
In mezzo fra i due, c’è il grande deserto umano costituito dal marito di Vera, dall’imprenditore responsabile del crollo, dal capomastro/”caporale”, dai compagni di Saimir, dai politici, dai rappresentanti della criminalità organizzata. Un inferno in Terra, una bolgia di interessi ed egoismi, un vociare che trasuda egoismo e corruzione, un grande immenso rumore di fondo che disturba il dialogo drammaticamente impossibile tra madre e figlio.
Così immagino il romanzo, trasposto sulla scena. Forse per sentirlo recitato ad alta voce, forse per dare una seconda vita ai suoi personaggi, forse per vedere Saimir alzarsi in piedi, vivo, al temine dello spettacolo.
Varesi lascia per una volta le gesta del suo commissario Soneri, pensoso investigatore padano, e invece di indagare un delitto lo mette in scena nei suoi aspetti più crudi: perché il delitto, c’è, eccome. E’ una delle innumerevoli morti bianche che insanguinano per davvero il nostro paese, e i cui responsabili — impuniti, come spesso accade nella realtà — vengono qui mostrati nella loro più totale assenza di umanità e di coscienza. Non c’è, invece, detection, non ci sono indagini, non c’è nessuno che svolga un’inchiesta. In un paese ossessionato fino alla nausea dal concetto di “difesa della vita”, vite come questa non interessano. Non c’è, paradossalmente, nemmeno una scena del crimine, perché questa viene cancellata, non essendo riconosciuta come tale. E non c’è un assassino. O meglio, c’è un assassinio corale, condiviso: è il liberismo che ha generato l’escrescenza abnorme dell’imprenditoria selvaggia, è la criminalità che ne ha tratto ogni possibile vantaggio, e sono anche le vittime -  veri e propri “Vinti” di statura verghiana — che, comunque, vogliono prendersi le briciole.
Quando, nel lontano 1957, Italo Calvino intitolò un suo romanzo La speculazione edilizia, dimostrando eccezionale lucidità e lungimiranza, non credo che immaginasse che la sua denuncia sarebbe stata ancora così attuale più di mezzo secolo dopo. Eppure i panorami dell’obbrobrio estetico ed etico del paesaggio edilizio italiano sono sotto gli occhi di tutti, e si accingono a deteriorarsi ulteriormente proprio nei prossimi mesi grazie al cosiddetto piano-casa di imminente approvazione. Per non parlare dell’altro tema scottante toccato nel romanzo, ovvero la sicurezza sul lavoro: mai abbastanza tutelata dalla legge, penalizzata dai tagli al personale ispettivo (che dagli anni ’80 si è ridotto circa della metà) e dal ricorso alla manodopera clandestina priva di formazione, la sicurezza sul lavoro ha subìto proprio di recente un ulteriore colpo in quanto, rispetto alla precedente normativa, il DLgs 81/2008 ha aumentato le sanzioni a carico del lavoratore deresponsabilizzando in parte il datore di lavoro. Ricordiamo che nel nostro paese abbiamo circa tre “morti bianche” al giorno, per non parlare degli infortuni.
Un’ultima considerazione riguarda le donne. Vera compresa, sono tutte vittime. Madri e puttane, compagne e segretarie, le donne rappresentano l’anello più debole nella lunga catena del potere e della sopraffazione maschile. Premesso che il brutale marito albanese non è certo peggiore del violento imprenditore italiano, pare non esista alcun terreno di confronto fra i due sessi che non comprenda l’atto sessuale vissuto o come stupro o come transazione economica. L’amore è un pallido raggio di luce che attraversa l’oscurità; un lampo contraddistinto dalla sua stessa, fisiologica, impermanenza.
La morte, la grande livellatrice, risolve qualche problema, ma ne apre altri. Il capomastro trova la propria tomba sui sedili riscaldati del suo Porsche Carrera nuovo di zecca, ma trascina con sé anche l’unico operaio capace di provare qualche rimorso. Restano vivi i due criminali peggiori, ma sono pronti a sbranarsi come bestie feroci in un serraglio.
Questo romanzo di Varesi è una denuncia coraggiosa e commovente, dura e poetica insieme, dell’illegalità, della disonestà, della perdita della coscienza. Ed  è scritto come può esserlo solo un grande romanzo del nostro tempo: mescolando forme e stili, tecniche del montaggio cinematografico e del monologo interiore, prima e terza persona, presente e passato, discorso indiretto libero e linguaggio scurrile, e proponendo così un affresco del mondo in cui siamo immersi e di cui siamo spesso testimoni indifferenti, incapaci di provare non dico vergogna, ma nemmeno la giusta indignazione.
Al termine della lettura, chiudendo il libro, sorge spontanea una domanda. Qual è, in fin dei conti, il senso del titolo? Qual è il paese di Saimir? L’Albania è un paesaggio sfocato e lontano nel ricordo del giovane che muore, ma è anche la terra aspra e dura dove vive sua madre, è la terra della legge spietata del Kanun che per proteggere i bambini dalle faide familiari li costringe ad anni di prigionia domestica, è la terra da cui provengono le prostitute bambine di cui noi incrociamo lo sguardo, la sera, sui viali delle nostre città. E’ il paese di una dislocazione, di un altrove a cui non si vuole, o non si può, fare ritorno. O forse, nell’intenzione dell’autore, è il paese che diventa la summa di tutti i luoghi della perdita, meta di un nostos senza fine, isola che si fa rarefatta nella memoria limbica,  condanna perpetua alla non appartenenza.
“Tu non altro che il canto avrai del figlio, o materna mia terra: A noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura”, recitava Foscolo rivolto al suo paese natio che non avrebbe rivisto. Il paese di Saimir è l’Albania che Saimir non rivedrà, ma è anche Itaca, Zacinto, Atlantide, e tutte le terre che ci hanno attesi come madri pazienti.

Alessandra Calanchi

http://www.thrillermagazine.it/libri/7943/

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 17:58 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 24 marzo 2009

«Vera era arrivata con un attimo di ritardo. C’era un programma che parlava di stranieri in un canale che non ricordava. Non li ricordava mai fra tanti che c’erano. Per lei le trasmissioni erano un unico continuo flusso di immagini e parole senza grandi differenze, come un rumore in sottofondo. Però aveva sentito chiaramente il nome: Saimir. Era il suo Saimir, ne era convinta. E lei non aveva fatto in tempo a vederlo

Saimir ha diciassette anni ed è da poco arrivato in Italia dall’Albania. È clandestino e lavora come muratore in un cantiere, naturalmente in nero, senza alcuna garanzia o sicurezza. Un giorno entra in un palazzo fatiscente, tocca il muro sbagliato e il palazzo crolla. Saimir rimane sepolto. Ma Saimir stava lavorando illegalmente: non può essere lì, è invisibile. Fuori, si scatena la ferocia e l’avidità di chi è rimasto vivo, e anche chi fino a quel momento è stato capace di pietà, si inaridisce. Il paese di Saimir è la vigorosa denuncia, senza mezzi termini o rassicuranti sfumature, di come oggi un’imprenditoria senza scrupoli sfrutti l’immigrazione clandestina a proprio vantaggio. Attraverso una lingua dura e schietta, ma capace di commoventi aperture poetiche, Varesi traccia la parabola di un giovane lavoratore “fantasma” costretto ai meccanismi malati dell’edilizia illegale. È la storia di un’altra vittima, un altro corpo che va a ingrossare la tragica lista di morti bianche.



Il paese di Saimir di Valerio Varesi (VerdeNero, Noir di Ecomafia, 2009) - pp. 320 - euro 13,00 - ISBN 978-88-96238-03-5



www.verdenero.it
blog.verdenero.it

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 19:52 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 17 febbraio 2009

NUOVI APPUNTAMENTI PER IL 2009. Sarà presente VALERIO VARESI

Mercoledì 4 marzo
a Castelnuovo Monti (Reggio Emilia) al Teatro comunale alle 21,00
presentazione de "La casa del comandante" con Emanuele Ferrari

Sabato 7 marzo
alla biblioteca comunale di Carpi (Modena) alle 21,00
presentazione de "La casa del comandante" con Davide Bregola

Venerdì 13 marzo alle 21,00
alla biblioteca di Quattro Castella (Reggio Emilia)
presentazione de "La casa del comandante" con Daniela Rossi

Giovedì 26 marzo
a Castelnuovo Magra (La Spezia) alle 18 alla biblioteca comunale,
presentazione de "La casa del comandante" con Ariodante Petacco

Venerdì 3 aprile alle 21
alla libreria "Biblion" di Granarolo (Bologna)
presentazione de "La casa del comandante".

Domenica 19 aprile
alla Rocca Estense di San Felice sul Panaro (Modena) alle 17,00
presentazione de "La casa del comandante"

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 19:48 | Permalink | commenti (3)
categoria:
mercoledì, 07 gennaio 2009

NUOVI APPUNTAMENTI PER IL 2009. Sarà presente VALERIO VARESI

15 gennaio ore 21,00 a Porto San Giorgio (Ascoli) presentazione de "La casa del comandante" alla società operaia di Fermo

29 gennaio ore 18,00 alla libreria All'Arco di Reggio Emilia, presentazione de "La casa del comandante". L'autore ne parlerà con Massimo Carloni

1 febbraio ore 11,00 a Suzzara (Mantova) partecipazione al festival letterario "Nebbia Gialla" diretto da Paolo Roversi

4 febbraio ore 21,00 al Caffé letterario di Parma, in viale Fratti a Parma, presentazione de "La casa del comandante" con Andrea Villani 

10 febbraio ore 18,30 alla libreria Coop di Torino di piazza Castello, presentazione de "La casa del comandante" con Bruno Gambarotta, Massimo Novelli e Luca Barbareschi

12 febbraio ore 17,00 alla Biblioteca San Giorgio (via Sandro Pertini) di Pistoia, presentazione de "La casa del comandante" con Giuseppe Previti

16 febbraio alle 11,00 a Legnano (Milano), incontro con l'università della Terza età

13 marzo alle 21,00 alla biblioteca di Quattro Castella (Reggio Emilia), presentazione de "La casa del comandante" con Daniela Rossi

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 19:40 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 18 dicembre 2008
La XII edizione del premio Franco Fedeli, organizzato dal Siulp, il sindacato unitario dei poliziotti, è stata vinta da Valerio Varesi con il romanzo Oro, incenso e polvere, ed. Frassinelli.

Il comitato organizzativo del premio, presieduto da Giuseppe Giliberti con la collaborazione di Valerio Calzolaio e Maurizio Matrone ha stilato la seguente motivazione:
In una cornice realistica e attuale, con rapporti chiari tra le gerarchie dell’indagine, là dove il caso si combina apparentemente con un disegno divino, il nostro poliziotto sbroglia una vicenda – anche personale - che la nebbia, marchio di fabbrica del nostro vincitore, non ha saputo dissimulare. Una storia di uomini posti brutalmente di fronte all’età che avanza, alla fine dell’età dell’oro e alle prese con le proprie debolezze e inadeguatezze nei confronti di donne forti e risolute. Un mercato dei pregiudizi, dei sentimenti e delle relazioni umane che non risparmia nemmeno il commissario Soneri, investigatore idealista e disilluso. Ispirato a un mix di storie realmente accadute il romanzo della maturità di Valerio Varesi ha convinto per la bella scrittura, la complessa veridicità del poliziotto, la costruzione della trama.
Bologna, 17 dicembre 2008
Il presidente
Giliberti
I consiglieri
Calzolaio, Matrone
postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 18:33 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 15 dicembre 2008
VALERIO VARESI VINCE AL FESTIVAL GIALLO E NOIR SASSARI
 
SASSARI, 13 DIC - Valerio Varesi, autore di "Oro, incenso e polvere", edito da Frassinelli, è il trionfatore della seconda edizione del festival del giallo e del noir Mediterraneo, il concorso letterario organizzato dall'associazione culturale Iolaos, in collaborazione con il Comune di Sassari.
La giuria formata da magistrati, avvocati, operatori di polizia e cronisti, ci ha riflettuto a lungo: più di tre ore di consultazioni per eleggere il vincitore. Sul podio anche "Così di dice", di Francesco Abate, edito da Einaudi e il francese Serge Quadruppani con "In fondo agli occhi del gatto", Marsilio editore. La serata conclusiva della due giorni, però, ha avuto anche un altro protagonista: Luca Dore, scrittore sassarese che ha presentato in anteprima il suo "Il segreto di Muma". Il libro è in vendita da oggi nelle librerie, pubblicato proprio dall'associazione culturale Iolaos che lo ha scoperto nella passata edizione del festival, dove l'autore sassarese si era piazzato al secondo posto. (ANSA).
 
postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 15:49 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 04 dicembre 2008

2° Premio meditteraneo del giallo e del noir

La premiazione si svolgerà l'11 dicembre 2008. Tra i finalisti ci sono Alicia Giménez – Bartlett, Marcello Fois, Francesco Abate, Serge Quadruppani, Mauro Marcialis, Paolo Roversi, Massimo Carlotto, Valerio Varesi, Girolamo De Michele, Nicola Verde, Patrizia Debicke van der Noot.

La commissione tecnica del 2° Premio meditteraneo del giallo e del noir ha valutato i gialli e noir pubblicati  fino alla prima metà del 2008, scegliendone 10 da proporre alla giuria composta esclusivamente da Magistrati, Avvocati, Poliziotti, Medici Legali, Giornalisti del Noir.
 
La sera del 12 dicembre, nello splendido scenario del ristrutturato "Teatro Civico” di  Sassari, sarà premiato lo scrittore che avrà più affascinato la speciale giuria.
 
Gli incontri con gli autori inizieranno giovedì 11 dicembre, presso la Biblioteca Comunale “Palazzo d’Usini” di Piazza Tola, con i vincitori dell’edizione 2007 de “Il Libro nel Cassetto” e il primo gruppo degli scrittori finalisti del Premio Mediterraneo del Giallo e del Noir 2008.
 
Venerdì 12, presso il “Teatro Civico” di  Sassari, ci saranno due distinti momenti. La mattina alle ore 10.00, un incontro con gli studenti delle scuole durante il quale sarà proposta la ricostruzione di una scena del crimine, in chiave moderna, tratta dal romanzo storico di Patrizia Debicke Van der Noot, “La Gemma del Cardinale”, per poi proseguire gli incontri con gli autori finalisti. Il pomeriggio, dalle 17.00, proseguiranno gli incontri con gli autori che si concluderanno con il reading letterario “L’urlo di maggio”.

Romanzi in finale edizione 2008
http://www.festivalmediterraneogiallonoir.it

Alicia Giménez — Bartlett,  spagnola (Almansa 1951) vive a Barcellona. E’ creatrice della serie dell’ispettrice Petra Delicado
Alicia Giménez — Bartlett,  Nido vuoto, Sellerio 2007

Marcello Fois, sardo (Nùoro 1960). Scrittore, autore teatrale e sceneggiatore, vive e lavora a Bologna
Marcello Fois, Nulla, Il Maestrale 2008

Francesco Abate, sardo (Cagliari 1964). Vive a Cagliari, giornalista con il vezzo della scrittura. La notte indossa i panni di Frisco e scivola dietro la consolle dei club dell'Isola.
Francesco Abate, Così si dice, Einaudi 2008

Serge Quadruppani, francese, nato  nel 1952, vive tra  Roma e Parigi, dove dirige una collana pubblicata da Métailié dedicata alla narrativa italiana di genere e non
Serge Quadruppani In fondo agli occhi del gatto, Marsilio 2007

Mauro Marcialis, (Roma 1972). Vive a Reggio Emilia, dov’è maresciallo capo della Guardia di Finanza.
Mauro Marcialis,  Io e Davide, Piemme 2008

Paolo Roversi, (Milano 1975). Giornalista esperto i ICT, vive a Milano. E’ fondatore e direttore della rassegna dedicata al giallo e al noir NebbiaGialla Suzzana Noir Festival. Dirige il Fre Press letterario MilanoNera.
Paolo Roversi, Taccuino di una sbronza, Kowalsky 2008

Massimo Carlotto, (Padova 1956). Vive tra la Sardegna e il Veneto, scoperto dalla scrittrice Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo “Il fuggiasco” col quale vinse il premio del Giovedì 1996.
Massimo Carlotto, Cristiani di Allah, e/o 2008

Valerio Varesi, (Torino 1959). Vive a Parma ed è giornalista presso la redazione Bolognese di Repubblica. Il commissario Soneri, il protagonista dei suoi romanzi, è diventato il soggetto di due serie televisive dal titolo “nebbie e delitti”.
Valerio Varesi, Oro incenso e polvere, Frassinelli 2007

Girolamo De Michele (Taranto 1961), vive a Ferrara. È redattore di Carmilla, e-magazine diretto da Valerio Evangelisti, tra i piú seguiti nel web (www.carmillaonline.com). Scrive di filosofia e critica letteraria su diversi giornali, e ha pubblicato saggi di filosofia e ricerca storica.
Girolamo De Michele, La visione del cieco, Einaudi 2008

Nicola Verde campano (1951). Vive e lavora a Roma, ha scritto nomerosi racconti e due romanzi, creatore del personaggio Dioguardi, maresciallo dei Carabinieri napoletano in servizio in Sardegna. Finalista al premio Scerbanenco.
Nicola Verde,  Le segrete vie del maestrale, Hobby & Work  2008

Fuori concorso

Patrizia Debicke van der Noot, (Firenze). Vive tra l’Italia e il Lussemburgo. E’ appassionata di romanzi storici e thriller e ha al suo attivo numerosi libri.
Patrizia Debicke van der Noot, La gemma del Cardinale, Corbaccio 2008

Reading teatrale di Antonio Maria Di Fresco e Carmelo Pecora, autore del libro "9 maggio '78. Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato" da cui è tratto lo spettacolo.

Reading letterario, L’urlo di maggio

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 11:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 04 dicembre 2008
SIULP
Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia
 
Premio Franco Fedeli 2008
 XII edizione
Concorso per il miglior romanzo poliziesco italiano (dove il poliziotto – del presente, passato o futuro – è il protagonista – periodo compreso aprile 2007 – maggio 2008)
In collaborazione con la rivista “Polizia e Democrazia”
 
Bologna
17 dicembre 2008
ore 18.00
Sala Farnese, Palazzo d’Accursio
 
Nell’ambito del Convegno
Riforma di Polizia
tra profezia democratica e decostituente sociale
Bologna, palazzo d’Accursio, 17-18 dicembre 2008
 
COMITATO ORGANIZZATORE
PREMIO FRANCO FEDELI
Giuseppe Giliberti: Presidente,
Valerio Calzolaio e Maurizio Matrone, consiglieri.
 
GIURIA
Composta da poliziotti/scrittori
 
Francesco Altan, Ansoino Andreassi, Maurizio Blini, Piergiorgio di Cara, Basilio di Iorio, Nicolò D’Amico, Girolamo Lacquaniti, Maurizio Lorenzi, Simona Mammano, Mauro Marcialis (Guardia di Finanza), Marco Melloni, Carmelo Pecora, Giuseppe Pizzo, Andrea Testa (Carabinieri), Gianpaolo Trevisi
 
TESTI SEGNALATI E AMMESSI
 
Dalla parte del torto, Bucciarelli; Passato imperfetto, Bolognesi, Invernizzi, Paolocci; Il campo del vasaio, Camilleri; L’uomo cannone, Colaprico; La donna del campione, Colaprico; Il senso del dolore, De Giovanni; La sentenza di sibilla, Diddi; Fragile, Fogli; L'ombra del lupo, Ingenuo; A nozze col delitto, Ingrosso;Uno sbirro femmina, La Spina; Un giorno perfetto, Mazzucco; Benedetto tra le spie, Paloscia; Camilla e il grande fratello, Pederiali; Io sono la prova, Proietti; E’ normale, commissario Marè, Quattrucci; Rosa elettrica, Simi; Oro, incenso e polvere, Varesi.
 
TESTI FINALISTI
 
Passato imperfetto, Bolognesi, Invernizzi, Paolocci;
Una banale rapina in un caveau; un malvivente con un occhio bendato e una passione per i fumetti Manga che gli sono valsi l’appellativo di Capitan Harlock. Un magistrato corrotto che nasconde un terribile segreto, schiavo di un ricatto al quale non si può sottrarre.
Nella tranquilla città di Arezzo un giovane e caparbio ispettore di Polizia affronta intrighi massonici e delitti che lo porteranno a raggiungere una verità sconvolgente.
 
Rosa elettrica, Simi;
Cociss ha appena compiuto diciotto anni. È già capozona nel quartiere 167, ha una ventina di soldati sotto di sé che spacciano cocaina e altro. C'è stata una faida, per sbaglio sono state uccise anche due bambine. Cociss viene arrestato e subito parla. Può portare in alto. Il compito di proteggerlo è affidato a Rosa, giovane poliziotta al suo primo incarico serio. Lei crede di avere una missione. Ci metterà poco a capire che c'è qualcosa di poco chiaro nel programma di protezione di Cociss, malgrado le rassicurazioni del commissario. Quando scopre che forse Cociss è la vittima sacrificale designata dai clan, Rosa si ribella. E fugge con il ragazzo, per salvarlo, arrogandosi un diritto che non ha.
 
Oro, incenso e polvere, Varesi.
Il cadavere carbonizzato di una giovane immigrata rumena e la morte misteriosa di un connazionale sono il punto di partenza per quest'ultima indagine del commissario Soneri. La storia è di quelle sordide: lei, bella e sensuale, per sopravvivere frequentava un giro di ricchi parmensi, ma soprattutto era l'amante di un commerciante di gioielli sposato a una ricca orafa, fornitrice di oggetti sacri per la Curia. Tutto filava nel tacito consenso generale, ma a un certo punto la ragazza si è scoperta incinta... e l'uomo, per non rinunciare alla sua vita agiata, l'ha eliminata. Ma questo delitto rappresenta solo una parte del marcio che Soneri andrà via via scoprendo nel corso della propria inchiesta.
 
VINCITORI DELLE PASSATE EDIZIONI
1997: Andrea Camilleri, Il cane di terracotta; 1998: Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, Macaroni; 1999: Edoardo Angelino, Binario morto;
2000: Carlo Lucarelli, L'isola dell'angelo caduto; 
2001: Alessandro Perissinotto, La canzone di Colombano;
2002: Ex aequo Marcello Fois, Dura madre e Valerio Varesi, Il cineclub del mistero 
2003: Santo Piazzese, Il soffio della valanga 
2004: Marco Vichi, Il nuovo venuto 
2005: Gianni Biondillo, Con la morte nel cuore; 2006: Leonardo Gori, L’angelo del fango; 2007: Marco Bettini, Mai più la verità.
Chi era Franco Fedeli

Nato a Roma nel 1922, Fedeli, a soli diciannove anni, viene arrestato dall’Ovra per aver manifestato sentimenti antifascisti. Dopo una permanenza in carcere, partecipa attivamente alla lotta di liberazione. Vice comandante di una formazione partigiana, è stato componente del Comitato di Liberazione Nazionale. Dopo la Liberazione è inviato speciale dei più importanti giornali europei e americani. Fedeli gira tutto il mondo: Africa, Estremo e Medio Oriente, America. Negli anni Sessanta, accetta la vicedirezione del mensile Ordine Pubblico. Qui si mette subito all’opera prefigurando (cosa impensabile per quegli anni) una riforma della Polizia che la smilitarizzi. Gli “irriducibili” del Ministero, con la cecità propria di taluni vertici della burocrazia ministeriale, con una manovra oscura e trasversale, ottennero dall’editore di Ordine Pubblico il licenziamento di Fedeli. Eravamo nel dicembre 1976. Dopo un solo mese di silenzio, Franco Fedeli, la sua redazione e tanti amici poliziotti che lo avevano sempre seguito diedero vita al periodico Nuova Polizia e riforma dello Stato, che in pochissimo tempo riconquistò, e anzi accrebbe, il numero dei sostenitori. E giunse così la storica data dell’aprile 1981, quando fu approvata la legge di riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e la nascita della Polizia di Stato. Ma Franco Fedeli non volle adagiarsi sugli allori. C’era ancora tanto da fare per la riforma in termini di efficienza degli apparati dello Stato. Ed eccoci all’importante tappa della nascita della rivista Polizia e Democrazia, una creatura a cui Fedeli era tenacemente affezionato. 
 
 
3 dicembre ’08
Il comitato del Premio Fedeli
Giuseppe Giliberti
Valerio Calzolaio
Maurizio Matrone
postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 09:47 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 28 novembre 2008

La cinquina dei finalisti per il Premio Giorgio Scerbanenco 2008.

I finalisti saranno presentati a Courmayeur il 4 e 5 dicembre.

La Giuria letteraria, composta da Nico Orengo (Presidente), Valerio Calzolaio, Loredana Lipperini, Carlo Oliva, Gianfranco Orsi, Sergio Pent, Cecilia Scerbanenco, Sebastiano Triulzi, John Vignola e Lia Volpatti ha espresso le sue preferenze, scegliendo tra i 100 romanzi in gara la seguente cinquina:
 
CLASSIFICA FINALE: GIURIA+LETTORI
Valerio Varesi, Oro, incenso e polvere, Frassinelli 13648
Angelo Petrella, La città perfetta, Garzanti 12171
Paola Barbato, A mani nude, Rizzoli 11368
Ugo Barbara, Il corruttore, Piemme 9140
Tommaso Pincio, Cinacittà, Einaudi 9094

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 09:12 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 26 novembre 2008

Valerio Varesi partecipa al programma radiofonico Tutti i colori del giallo (RAI Radio 2) domenica 30 novembre dalle ore 13,00 alle ore 13,30

Nebbie e segreti

La nuova indagine del commissario Soneri fra le nebbie padane e misteri della Resistenza; il caso Vanna Marchi; gli attentati di Bin Laden; una misteriosa tela di Velasquez; un prezioso manoscritto di Federico II di Svevia. Questi alcuni degli elementi che stanno alla base di una colorata puntata che prevede la partecipazione di Valerio Varesi, Stefano Zurlo, Filippo Pavan Bernacchi, Fabio Bussolotti e Valeria Montaldi.

http://www.radio.rai.it/radio2/tuttiicoloridelgiallo/

http://giallo.blog.rai.it/

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 08:47 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 13 ottobre 2008

In tutte le librerie dal 4 novembre

La casa del comandante
Valerio Varesi
Frassinelli, 2008

Nel paesaggio di acqua e nebbie della Bassa, il commissario Soneri si trova a suo agio. Insieme agli anziani del posto è tra i pochi a conoscere quel tratto del Po, a sapersi muovere tra gli argini, le golene, i casolari sparsi in una terra che ormai sembra abitata da fantasmi. E dove invece le cose stanno cambiando: slavi che pescano il pesce siluro e forse trafficano con le armi; speculatori che rubano la sabbia dal letto del fiume; ragazzi sbandati senza un futuro; una banda che rapina i bancomat con l’esplosivo… Stavolta però succede anche di peggio: nel giro di un giorno spuntano due cadaveri. Il primo, come presto viene appurato, è di un giovane ungherese. Rinvenuto nel fango con un foro di proiettile in testa. Il secondo è dell’ex comandante partigiano Libero Manotti, morto di vecchiaia, di solitudine, di abbandono nella sua casa isolata in mezzo ai pioppi. Due storie diverse, eppure legate da un filo: Soneri ci mette un po’ a trovarlo, avviando un’indagine che lo porta a scavare nel rivolo ambiguo del nuovo terrorismo rosso, ma anche nel passato, al tempo dell’occupazione tedesca. E che lo mette drammaticamente a confronto con alcuni, indimenticabili personaggi del fiume: il Nocio, marinaio d’acqua dolce dalla scorza ruvida e dall’animo nobile; la stagionata Gina, che tuttavia all’amore non rinuncia; l’anziano Lumén, che sulla sua sedia a rotelle esce solo col buio, perché così la realtà gli pare meno brutta; il Carega, maestro in pensione con la saggezza di un filosofo…

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 17:07 | Permalink | commenti (25)
categoria:
lunedì, 06 ottobre 2008

Valerio Varesi sarà presente ai seguenti appuntamenti

Giovedì 16 ottobre 2008 ore 18,00
a Grado (GO)
partecipazione al festival "Grado Giallo"
con Loriano Macchiavelli

Venerdì 24 ottobre 2008 ore 17,00
a Kik Ried (Austria)
partecipazione al festival del giallo "Crime novels"

Giovedì 30 ottobre 2008 ore 21,00
alla biblioteca di Rastignano (Bologna)
presentazione di "Oro incenso e polvere"
con Eraldo Baldini

Giovedì 6 novembre 2008 ore 18,30
alla Libreria Feltrinelli di via Repubblica a Parma
Presentazione de "La casa del comandante"
con Davide Barilli e Andrea Villani

Giovedì 13 novembre 2008 ore 21,00
Bologna, alla Feltrinelli di via dei Mille
presentazione de La casa del comandante

Lunedì 17 novembre 2008 ore 16,00
nella sede della società "Dante Alighieri" di Parma
incontro con i lettori

Giovedì 27 novembre 20008 ore 21,00
all'associazione cultuale "Le muse"
nella sala della Provincia
di Crema
presentazione de "La casa del comandane.

Domenica 30 novembre 2008 ore 17,00
alla biblioteca di Guastalla (Reggio Emilia)
incontro coi lettori

Giovedì 4 dicembre 2008 ore 18,00
alla biblioteca di Fontanellato (Parma)
incontro coi lettori

Giovedì 11 dicembre 2008
Venerdì 12 dicembre 2008
Sabato 13 dicembre 2008
Festival del giallo di Sassari

Domenica 14 dicembre 2008 ore 10,30
alla libreria Panciroli di Colorno (Parma)
presentazione de "La casa del comandante"

Giovedì 18 dicembre 2008 ore 17,00
alla biblioteca comunale di Tizzano (Parma)
presentazione de "La casa del comandante" con Isa Guastalla


postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 11:05 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 14 settembre 2008

Dalle nebbie al crimine, intervista a Valerio Varesi
di Marilù Oliva
 
 
Valerio Varesi è nato a Torino ma ci tiene a ricordare le sue origini parmensi. Perchè Parma è l’epicentro dei suoi romanzi, è la città ora misteriosa ora beffarda in cui il commissario Soneri risolve casi in apparenza indistricabili. Il commissario Soneri è approdato su Rai Due nella serie di sceneggiati Nebbie e Delitti, nel novembre 2005, con il volto di Luca Barbareschi. Nei panni di Angela, la compagna di Soneri riflessiva e intelligente, la donna che forse ogni uomo vorrebbe al suo fianco, c’è Natasha Stefanenko. Il prossimo libro di Varesi uscirà agli inizi di novembre e sarà un poliziesco con Soneri. Il tema di fondo sarà il terrorismo e la sua genesi a partire dalla nascita di un piccolo gruppo di fuoco in un paese desolato del Po.

Oggi Varesi, oltre che scrittore affermato, continua il suo lavoro di giornalista alla redazione bolognese di La Repubblica. E dal momento che Varesi non indietreggia quando lo si invita alla riflessione, non sono riuscita a resistere alla tentazione di porgli domande che partissero dalle frasi più significative dei suoi romanzi, per spaziare, dalla pagina scritta, a piccoli assaggi esistenziali. E valermi della sua predisposizione filosofica per sondare insieme a lui una visione della vita che, dalla finzione narrativa, arriva a lambire la realtà.
 
01. «La città nella nebbia, soprattutto. La città senza più una dimensione certa, nel suo cuore ricurvo di vicoli, dove un cielo d’acqua deforma come una lente mal tornita le distanze, trasformate in prospettive ingannevoli» (L’affittacamere). In un momento in cui va di moda la letteratura prosaica è coraggiosa la scelta di non rinunciare alla poesia?
Forse vado controcorrente, ma continuo a pensare che una prosa di qualità, benché piegata alle esigenze di ritmo e di rappresentazione di un romanzo, sia ancora ben riconoscibile da un lettore di qualità. Non va dimenticato che un testo deve sedurre, affascinare, creare musicalità nell’orecchio di chi legge. Se così non fosse, scriveremmo romanzi tutti con lo stesso passo narrativo e con una sorta di lingua standard. E che fine farebbe, a questo punto, lo stile? Credo che se uno si cimenta con un romanzo, non deve mai dimenticare che la forma è il contenuto.

02. «Un commissario doveva sapere che ogni persona può avere una storia da raccontare» (L’affittacamere). Soneri è dotato di questa capacità d’ascolto che oggi si va perdendo.
Va perdendosi perché oggi si pensa che un delitto si possa sempre risolvere con gli strumenti scientifici. Si crede che i Ris riescano a risolvere tutto coi loro microscopi. L’indagine, dall’ascolto, dalla ricostruzione delle motivazioni del delitto, dalla paziente ricostruzione dell’ambiente, patrimonio di un’indagine classica, si sposta sempre più verso la minuziosa spigolatura dei reperti organici e delle tracce lasciate dall’assassino. Lavoro utile, ma non risolutivo. La prova è che quasi mai le indagini scientifiche portano alla prova schiacciante. Si va quasi sempre a costruire una serie di indizi lasciando poi alla Corte nell’aula di giustizia l’onere della decisione se siano sufficienti o no.

03. «Non c’era dubbio che il mondo si stesse avviando verso la barbarie» (A mani vuote). Allora sono veritieri i proverbi, si stava meglio quando si stava peggio?
Non sono nostalgico. Voglio solo dire che un po’ di anni fa erano più presenti nella nostra vita le idealità. Ciascuno si sceglieva un orizzonte dentro il quale incasellare la propria vita. Questo orizzonte era un sistema di interpretazione del mondo sostanzialmente di matrice filosofica. Le società erano così formate da gruppi che si riconoscevano in idealità le quali, tradotte in politica, organizzavano la nostra vita. Oggi a organizzare la nostra vita c’è solo l’economia, il denaro eretto a unico parametro e per conseguenza il nostro futuro è cieco, privo di prospettive ideali. La barbarie è anche questa via senza uscita che conduce solo alla disperazione, alla totale assenza di speranza.

04. Il rapporto con Angela riveste la relazione di un interesse letterario che altrimenti non sussisterebbe se si trattasse di un matrimonio felice. Però delle volte lui innervosisce il lettore (anzi, la lettrice).
Capisco che non tutte le donne vorrebbero avere accanto uno come Soneri. È un tipo difficile, ma anche vero, genuino. In un mondo pieno di personaggi banali, forse si può pagare anche lo scotto… Non sarebbe ben peggio un uomo tutto preso dai problemi aziendali che alla sera legge ‘Il sole 24 ore’?

05. «(Lui:) Sono un anarchico e un randagio… anche tu, del resto. (Lei:) Passiamo il tempo ad annusare le nostre tracce nella speranza d’incontrarci ogni tanto» (L’affittacamere). Lei passa con disinvoltura da consttazioni sempre molto dignitose sul loro rapporto a suggerimenti investigativi. E’ una sua via di fuga?
No, è un’esigenza ineludibile del romanzo poliziesco. E’ sempre difficile far coabitare qualcuno che non c’entra con l’indagine con un personaggio centrale e seriale qual è Soneri. Prova ne è che i principali investigatori letterari hanno rapporti di lontananza con le loro compagne (Maigret, Montalbano) o hanno storie saltuarie con donne che restano sullo sfondo. Logico, quindi, che Angela interagisca un poco con l’indagine del compagno anche in virtù del fatto che è un avvocato.

06. «Quel che facciamo da un certo punto in poi della vita è cercare di riempire il vuoto che ci si para davanti. Per questo progettiamo, ci poniamo dei traguardi, corriamo per raggiungerli… Mi sembrano ridicoli anche gli assassini, nella loro smania di affermare se stessi. Se solo sapessero…»(L’affittacamere) Se solo sapessero cosa?
Eh… che c’è un fondo di assurdità nella vita dal momento che il tempo macina tutto e anche noi, per dirla con Soriano, ‘ben presto un’ombra saremo’. Da questa prospettiva, la vita e ciò che facciamo non può non parerci vana e assurda. E’ una delle conclusioni in cui s’è infilato l’esistenzialismo di Heidegger senza più riuscire a uscirne. Solo la prospettiva religiosa ci salva. Camus aveva provato a dare una soluzione giustificando in qualche modo Sisifo e il suo inane gesto. Ne sono usciti splendidi romanzi, ma non è riuscito a essere risolutivo calmando il più grande rovello umano.

07. Quando dici che solo la prospettiva religiosa ci salva: qual è la tua prospettiva religiosa?
Io, per ora, non posso contare su una prospettiva religiosa.
Sono nel dubbio. Dico, tuttavia, che chi ha il dono della fede ha risolto tutti i problemi esistenziali perché si proietta in una dimensione che scavalca ampiamente il senso di assurdità che ci attanaglia. Nel suo caso il baricentro è oltre questo mondo in una trascendenza che salva. Ma per gli altri (e sono l'assoluta maggioranza, consapevole o inconsapevole) non c'è una soluzione. Salvo quella di non pensare in prospettiva, di vivere la vita come qualcosa da spendere al meglio, come suggeriva l'anarchico Max Stirner, accettandone tutti gli aspetti: quelli buoni e quelli cattivi. Ho un amico che è partito da posizioni di comunismo estremista ed è approdato al saio. Lui ha trovato l'uscita di sicurezza dal vicolo cieco. Ma forse è più facile che la trovi uno così che un baciapile irrimediabilmente ateo.

08. La tua formazione filosofica trapela qua e là non solo nei dialoghi. Ma preferisco inquadrarla ora -rompendo gli schemi- sotto l’aspetto culinario. Scorre in te una vena epicurea?
Epicuro non era uno che propugnava i piaceri carnali nel senso triviale dell’oggi. Il suo motto era ‘vivi nascosto’, vale a dire non mischiarti alla chiacchiera, al cicaleccio e alla vanità delle cose umane, ma vivi distaccato da tutto questo e coltiva i piaceri dell’intelletto. Questa visione della vita filtrava ogni cosa, compreso il sesso e il cibo nobilitati in una visione del mondo dove ogni elemento aveva una propria giustificazione in un orizzonte ideale. Il cibo, però, è sempre stato un componente della riflessione. Per così dire, la facilita, fa scorrere i pensieri. Non è un caso che i simposi di Platone fossero accompagnati da sontuose libagioni, molto vino e anche fumi d’oppio.
 
09. Ancora filosofia. «Ci si addormenta bambini e ci si sveglia già vecchi: quel che è successo in mezzo è solo un sogno convulso che svanisce presto». (L’affittacamere) Sei d’accordo con Oscar Wilde: «La vita è un brutto quarto d’ora ocmposto da momenti squisiti?»
Preferisco ribaltare questa visione. Non credo che la vita sia brutta, anzi. Io ne gioisco, ma penso che le azioni umane la rovinino proprio perché nessuno pensa che il nostro essere nel mondo è a tempo. Se riflettessimo sulla nostra condizione di esseri finiti e mortali, non avremmo quella stupida cattiveria che ha portato Sartre ad affermare: ‘l’inferno sono gli altri’.

10. «Soneri continuava a fissare la foto. Un momento di vita fermato per sempre. Era questo che gli piaceva della fotografia: quell’implicita ribellione al tempo che tutti proviamo» (L’affittacamere). Che rapporto hai col tempo?
Da uomo di mezz’età comincio a sentirlo stretto. Quando sei giovane non pensi che a crescere, vivi una condizione di spensieratezza perché non ti poni il problema di tirare le somme. C'è tempo, appunto. Puoi avere ancora tutto intatto anche se sbagli a scegliere. Nella mezz’età cominci a fare bilanci e scopri che è troppo tardi per molte cose. E poi la tua condizione cambia. Non sei più solo figlio, ma diventi contemporaneamente figlio e genitore. Poi i tuoi genitori invecchiano, muoiono e con loro muore anche una parte di te, quella che loro ti riflettevano. E’ così la prospettiva cambia radicalmente e comincia una sottile angoscia che non ti molla più.

11. Mi piace tantissimo il fatto che Angela non venga descritta come una bellona. La cosa mi avrebbe annoiata molto. Invece hai conferito al personaggio una carica di carattere e sensualità delicata ma molto potente.
Mi piacciono molto le donne di carattere, quelle che hanno un fascino dovuto contemporaneamente al loro essere decise e sicure secondo canoni quasi maschili e, allo stesso tempo, con tutte le adorabili fragilità femminili. In Angela ho forse proiettato i miei gusti.
 
12. Così come mi piace molto il fatto che non vi siano scene di sesso esplicito. Fermo restando che, in generale, le scene erotiche potrebbero andar bene se avessero una loro funzione narrativa. In questo caso hai dosato le componenti con maestria.
Non c’è nulla di più attraente che alludere in materia di sesso. L’organo sessuale per eccellenza è il cervello e se lo si fa lavorare si ottiene una sensualità molto maggiore rispetto a una descrizione esplicita. Anais Nin è una maestra in quest’arte. Non c’è niente di più difficile che costruire un racconto erotico e niente di più facile che cadere nella banalità se non si è capaci di farlo.

13. «Anche noi stessi siamo un enigma se ci si guarda troppo dentro» (L’affittacamere). Tu in che rapporti sei col tuo enigma?
Dentro ciascuno di noi albergano più persone. Questo come dato di base. Inoltre ogni sera ci addormentiamo e ogni mattina rinasciamo un po’ nuovi. Se uno non è attento all’ascolto di se stesso, se trascura il precetto socratico di conoscersi, rischia di scoprirsi diverso da come credeva di essere e ciò può essere molto spiacevole. Mi metto al riparo da questa eventualità con un continuo ripensamento su ciò che sono, ma la cosa non è sempre indolore.

14. Una tal Marta dice: «Quando vado in sala operatoria vedo di cosa siamo fatti: di visceri puzzolenti, di un’attrazione momentanea di composti che la vecchiaia devasta e di chimere o spettri. Null’altro». (L’affittacamere) Queste parole sarebbero potute anche essere state pronunciate da Soneri?
Anche da lui, certo. La Yurcenar ha magistralmente riassunto tutto questo nella straordinaria descrizione dell’imperatore Adriano davanti a chi lo stava curando: ‘E’ difficile restare imperatore al cospetto di un medico’. Lui, il divino, non è che un mucchietto d’ossa e carne flaccida infiacchita dalla vecchiaia e da una grave malattia. E’ un organismo che si sta inceppando per sempre. E’ così per il dottore che lo esamina.

15. «Soneri... non capiva perchè la solennità di tamburi e tromboni gli facesse sempre scappar da ridere» (Le ombre di Montelupo). E’ sottile la linea tra il solenne e il comico? Qual è il segreto per non oltrepassarla, in letteratura?
Sottilissima. Pensiamo a un’uniforme: la si può portare alla maniera di Alberto Sordi o in quella di Richard Gere. Credo che in letteratura aiuti sempre il senso della misura. A volte, certi autori, oltrepassano volutamente il confine per ottenere un effetto comico-grottesco. Pensiamo a Gadda o a Savinio, i cui esiti sapidamente satirici sono il risultato di un’ipertrofia della lingua e nel suo uso esageratamente (e magistralmente) solenne (‘Portava in testa un cappello che avrebbe fatto invidia al generale Alfonso Lamarmora’, Gadda).
 
Bibliografia
 
La prima pubblicazione è del '98, un romanzo giallo (Ultime notizie di una fuga, ed. Mobydick) liberamente tratto dalla vicenda Carretta. Nel 2000 è uscito Bersaglio, l'oblio edito da Diabasis con il quale è stato finalista al festival del noir di Courmayeur e al premio Fedeli, organizzato a Bologna dal Siulp. Assieme a una decina di altri autori (tra i quali Macchiavelli, Manfredi, Barbolini e Pederiali), Varesi ha pubblicato Aelia Laelia Crispis (Diabasis), una raccolta di racconti ispirati a una misteriosa lapide bolognese. Nel 2002 è uscito Il cineclub del mistero edito da Passigli con la presentazione di Carlo Lucarelli. Sono seguiti L'affittacamere, Il fiume delle nebbie, Le ombre di Montelupo e A mani vuote (tutti per Frassinelli). Nel 2007 è uscito Le imperfezioni, edito da Frassinelli, e un racconto nell'antologia Crimini in provincia (edito da Guanda) curata da Marco Vichi e, per Frassinelli, Oro, incenso e polvere.
 

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 15:46 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 12 agosto 2008

Domenica 7 settembre ore 19,30
Langhirano (Parma)
Presentazione di Oro, incenso e polvere
al festival I sapori del giallo

Mercoledì 10 settembre ore 21,00
alla festa de l'Unità di Bologna
Presentazione di Oro, incenso e polvere
con Alberto Sebastiani e Gian Mario Anselmi

Martedì 23 settembre ore 21,00
a Brugherio (Milano)
Partecipazione a Bruma. parole in movimento da Mantova a Brugherio
assieme a Eraldo Baldini

Venerdì 26 settembre ore 20,00
a Como
Partecipazione alla finale del premio Azzeccagarbugli

Domenica 5 ottobre ore 17,30
alla Fornace Pasquinucci a Capraia fiorentina
Presentazione di Oro, incenso e polvere
con Marco Vichi

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 12:41 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 02 giugno 2008
NUOVO CALENDARIO delle presentazioni e delle presenze di Valerio Varesi


Giovedì 12 giugno ore 18,00
Maniago (Pordenone)
presentazione di Oro incenso e polvere
nell'ambito del festival Lama e Trama
Interverranno Antonio Paolacci e Andrea Benati

Venerdì 4 luglio alle 18,00
incontro con i lettori
sulla spiaggia di Marina Romea

Sabato 5 luglio ore 21,30
alla festa de l'Unità di Cadriano (Bologna)
presentazione di Oro, incenso e polvere

Domenica 6 luglio 2008 ore 18,00
Moneglia (Genova)
Partecipazione al festival del giallo
con Carlo Lucarelli.


Venerdì 11 luglio ore 21,00
alla biblioteca di Novellara (Reggio Emilia)
presentazione di Oro, incenso e polvere"

Domenica 27 luglio alle 18,00
a Scurano (Parma)
Aperitivo con gli autori
con Annapia Fantoni, Isa Guastalla e Silvia Cacciani
al ristorante "Utopia".



postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 16:01 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 24 febbraio 2008

NUOVO CALENDARIO delle presentazioni e delle presenze di Valerio Varesi

6 marzo 2008 ore 21,00
Corte civica di Traversetolo (Parma)
Presentazione di Oro, incenso e polvere
Sarà presente lo scrittore Guido Conti

13 marzo 2008
Porto San Giorgio (Ascoli Piceno)
Partecipazione al festival del giallo

20 marzo 2008 ore 21,00
Biblioteca di Casalmaggiore (Cremona)
Presentazione di Oro, incenso e polvere
con Guido Conti.

27 marzo 2008 ore 21,00
Biblioteca di Castenaso (Bologna)
Presentazione di Oro, incenso e polvere

3 aprile 2008 ore 21,00
Biblioteca di Castelnuovo Scrivia
Presentazione di Oro incenso e polvere

4 aprile 2008
Liceo di Borgotaro (Parma)
Incontro con studenti e insegnanti.

6 aprile 2008 ore 11,00
Centro commerciale Finiper
di Montebello della Battaglia (Voghera)
Presentazione di Oro, incenso e polvere

10 aprile 2008
Liceo pedagogico "Sanvitale" di Parma
Incontro con gli studenti.

17 aprile 2008 ore 18,30
Libreria Ubik Piazza S. Fedele, 32 (Como)
presentazione di Oro incenso e polvere

22 aprile 2008 ore 21,00
Biblioteca di Formigine (Modena)
Presentazione di Oro, incenso e polvere

8 maggio 2008 ore 18,00
Libreria Ubik di Bergamo
Presentazione di Oro, incenso e polvere

11 maggio 2008 ore 11,00
Soragna (Parma)
Presentazione di Oro, incenso e polvere

18 maggio 2008 ore 12,00
Partecipazione al festival
"missisipi blues" a Piacenza

6 luglio 2008 ore 18,00
Moneglia (Genova)
Partecipazione al festival del giallo
con Carlo Lucarelli.

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 11:10 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 15 febbraio 2008

Mauro Smocovich intervista Valerio Varesi riguardo la serie tv NEBBIE E DELITTI 2

Di solito un autore ha curiosità di vedere cosa succede in scena e come cambia la propria opera, ma il più delle volte si annoia perché si trova di fronte a un universo non suo. Sei stato presente a qualche ciak? Cosa puoi dire di avere imparato?

Ho imparato molto perché non conoscevo il mondo che sta dietro alle riprese di un serial televisivo. Per me è stata una scoperta, sia per come vengono girate le scene, sia per quel che riguarda ciò che sta loro attorno. Dall’esterno, per esempio, mi figuravo sequenze molto più lunghe, mentre, in realtà, ogni scena consta di pochissime battute che, nella maggior parte dei casi vengono ripetute più volte. Tutto da scoprire anche l’apparato tecnico che segue le produzione.

 

Hai partecipato alle sceneggiature degli episodi tratti dai tuoi romanzi?

Non ho partecipato alle sceneggiature perché non ho esperienza in questo senso. Quando ho letto quelle ricavate dai miei libri sono rimasto perplesso. Non tanto per il lavoro di sfrondatura che è stato fatto, il che era nelle previsioni, ma per la quasi totale cancellazione dei dialoghi originali anche quando non era necessario. Credo che sia normale che uno scrittore subisca una sorta di mortificazione, ma poi ci si fa una ragione: letteratura e televisione sono mondi differenti con linguaggi diversi. Ho invece svolto un lavoro di supervisore sulle storie, sulle atmosfere che le caratterizzano e sui personaggi. In questo sono stato parte attiva e ho trovato collaborazione da parte di tutto lo staff della produzione.

 

Meglio stare lontani dal set o la presenza dell'autore in scena aiuta il regista a trovare particolari chiavi di lettura?

La mia presenza sulla scena è stata del tutto ininfluente. Quando un telefilm arriva al momento del primo ciak è già tutto preordinato e non è possibile modificare niente. Col senno di poi, devo dire che, in ogni caso, non avrei cambiato nulla né nella recitazione né nella regia.

 

Qualche impressione sul lavoro del regista? 

Il regista Riccardo Donna è stato a mio parere bravissimo perché ha saputo guidare un cast di attori molto quotati con grande perizia mantenendo fede ai personaggi nella loro caratterizzazione e alle atmosfere padane, molto descrittive, dei libri. Ovviamente, questo è un merito che va diviso anche col bravissimo direttore della fotografia e coi produttori Susanna Bolchi e Aureliano Lalli Persiani che si sono dimostrati molto fini e sensibili nel captare la vena descrittiva dei libri.

 

Quali sono i principali cambiamenti che le tue storie e i tuoi personaggi hanno avuto nel momento in cui sono stati trasposti su piccolo schermo?

Be’, il principale cambiamento è quello dello scenario cittadino. I libri sono ambientati a Parma e lungo il Po parmense, gli sceneggiati televisivi sono invece girati a Ferrara e nella Bassa estense. Una differenza c’è anche se si tratta sempre di pianura padana e di un territorio di nebbie. È ben vero che tra le città emiliane Parma e Ferrara sono le più simili, ma è ovvio che non sono la stessa cosa. Anche il Po è diverso. A Parma ci sono le golene e le lanche, a Ferrara ci sono solo enormi argini che contengono un gigantesco canale.

 

Come mai tali cambiamenti? 

Sul cambiamento è intervenuta la produzione per ragioni schiettamente logistiche e di costi. La mia città, Parma, ha avuto la colpa di essere stata più che sorda di fronte al fatto che si prospettava la possibilità di girare una serie televisiva con tutto l’indotto pubblicitario che ne consegue. Un grave errore visto che, di fronte a questa freddezza, la produzione ha deciso di optare per un’altra soluzione.

 

Come sono stati scelti i primi episodi della serie? Erano più adatti? Nella seconda serie come vi siete regolati? Sono storie nuove o l’adattamento dei rimanenti romanzi?

Per la prima serie sono stati scelti quelli che si prestavano maggiormente a essere tradotti in immagini. Anche se due miei libri sono stati molto rimaneggiati per problemi nella trasposizione televisiva: le trame non si prestavano facilmente. Per ciò che riguarda la nuova serie, è basata su sei soggetti scritti da me e dagli sceneggiatori che sono stati poi sviluppati fino a diventare altrettante puntate. Non tutti i miei romanzi sono stati trasformati in scene. Questo perché io non scrivo già pensando alla televisione e questa mia autonomia è essenziale in quanto non riuscirei mai a raccontare una storia su commissione. Devo esserci dentro, sentirla, lasciarmi coinvolgere.

 

Avete avuto i vari permessi delle forze dell'ordine? So che Simona Mammano cura i tuoi scritti dal punto di vista tecnico poliziesco... cosa comporta ciò?

I rapporti con la polizia sono stati tenuti direttamente dalla produzione. È chiaro che essendo la Rai un’azienda dello Stato ha bisogno di avere il benestare dei vertici del Ministero i quali, tuttavia, da quel che ne so, non hanno posto problemi di sorta nemmeno quando, in un episodio della prima serie, si parlava di un poliziotto corrotto divenuto assassino. Simona Mammano, invece, legge i miei romanzi polizieschi correggendo gli errori procedurali che uno scrittore può commettere nello scrivere di cose che conosce solo in parte. Ma Simona non è solo un poliziotto. È anche una donna di grandi letture e di notevole sensibilità letteraria. Per questo è una delle mie prime lettrici a prescindere dalle procedure.

 

Ci vuoi raccontare qualche aneddoto? Ti ha dato una mano anche per Nebbie e delitti?

In Il fiume delle nebbie, intendevo far intervenire Soneri su un caso di omicidio compiuto lungo il Po. Simona mi ha avvertito che nella realtà ciò non poteva assolutamente accadere, giacché, in provincia, agiscono quasi sempre i Carabinieri. Allora ho dovuto cambiare la trama per poter giustificare la “trasferta” di Soneri. È questo un caso di come un consulente possa deviare il disegno originario di uno scrittore. Ma nel caso dei gialli in cui il protagonista è un commissario, è a mio parere fondamentale che tutto sia credibile. Un dovere di verosimiglianza a cui è tenuta la letteratura, ma non il cinema o la televisione. Sugli schermi si vedono cose inverosimili senza che nessuno batta ciglio. Il pubblico dei lettori è invece molto più attento ed esigente.

 

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 19:36 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 02 febbraio 2008

NUOVO CALENDARIO delle presentazioni e delle presenze di Valerio Varesi

3 febbraio 2008
Suzzara (Mantova)
Partecipazione al festival
"Nebbia gialla"
nebbiagialla.it

10 febbraio 2008 ore 17,30
Libreria Giunti di Pistoia
Presentazione di Oro, incenso e polvere

12 febbraio 2008
Bolzano
Presentazione di Oro incenso e polvere

12 febbraio 2008
Bolzano
Presentazione di Oro incenso e polvere

21 febbraio 2008 ore 21,00
Ristorante Fresco di San Giovanni in Persiceto (Bologna)
Presentazione di Oro, incenso e polvere
Serata Lions aperta a tutti
L'incasso andrà in beneficienza.
Presenterà Luca Orsi,
giornalista de Il Resto del Carlino

6 marzo 2008 ore 21,00
Corte civica di Traversetolo (Parma)
Presentazione di Oro, incenso e polvere
Sarà presente lo scrittore Guido Conti

13 marzo 2008
Porto San Giorgio (Ascoli Piceno)
Partecipazione al festival del giallo

20 marzo 2008 ore 21,00
Biblioteca di Casalmaggiore (Cremona)
Presentazione di Oro, incenso e polvere
con Guido Conti.

27 marzo 2008 ore 21,00
Biblioteca di Castenaso (Bologna)
Presentazione di Oro, incenso e polvere

3 aprile 2008 ore 21,00
Biblioteca di Castelnuovo Scrivia
Presentazione di Oro incenso e polvere

4 aprile 2008
Liceo di Borgotaro (Parma)
Incontro con studenti e insegnanti.

10 aprile 2008
Liceo pedagogico "Sanvitale" di Parma
Incontro con gli studenti.

17 aprile 2008 ore 18,30
Libreria Ubik Piazza S. Fedele, 32 (Como)
presentazione di Oro incenso e polvere

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 15:10 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 16 gennaio 2008

Sono usciti i nuovi tascabili delle "Inchieste del commissario Soneri". Per l'occasione vi segnaliamo i due usciti nel 2007 e i due usciti da poco

Valerio Varesi - Le Ombre di Montelupo - Frassinelli, 2008 Collana: Paperback - Pagine 247 - EAN13 9788860612168 - € 8.50

Valerio Varesi - A mani vuote - Frassinelli, 2008 - Collana: Paperback - Pagine 236 - EAN13 9788860612151 - € 8.50

Valerio Varesi - Il Fiume delle nebbie - Frassinelli, 2007 - Collana: Paperback - Pagine 243 - EAN13 9788882748043 - € 8.50

Valerio Varesi - L'Affittacamere - Frassinelli, 2007 - Collana: Paperback - Pagine 270 - EAN13 9788860611888 - € 8.50

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 15:24 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 16 gennaio 2008
3 febbraio 2008
Suzzara (Mantova)
Partecipazione al festival
"Nebbia gialla"
nebbiagialla.it

10 febbraio 2008 ore 17,30
Libreria Giunti di Pistoia
Presentazione di Oro, incenso e polvere

12 febbraio 2008
Bolzano
Presentazione di Oro incenso e polvere

13 marzo 2008
Porto San Giorgio (Ascoli Piceno)
Partecipazione al festival del giallo
postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 11:23 | Permalink | commenti
categoria: