sabato, 03 novembre 2007
oro

IL 6 NOVEMBRE 2007 IN LIBRERIA

ORO, INCENSO E POLVERE di Valerio Varesi. Una nuova avventura del commissario Soneri

Una notte così il commissario Soneri non se la dimenticherà più: una nebbia spessa come una coperta, un terribile incidente sull’Autosole, vicino a Parma, con morti, feriti, furti nelle auto coinvolte e, per giunta, un cadavere carbonizzato che da subito gli appare estraneo a quel disastro… Comincia in questo modo, la sua nuova inchiesta: brancolando letteralmente nel buio. Tuttavia, grazie al suo intuito, e alla Scientifica, presto si riesce a identificare la vittima: una giovane rumena che per campare se la faceva con un giro di ricchi parmensi. Bellissima e sensuale, aveva fatto perdere la testa a molti dei suoi amanti e qualcuno l’ha uccisa e poi bruciata. Una brutta storia, attorno a cui si coagulano altri rivoli torbidi nei quali Soneri rischia di perdersi, offuscato anche da un torturante rovello personale: Angela, la battagliera avvocatessa sua compagna da tempo, gli confessa di avere un altro e di sentirsi incerta sul loro rapporto. Un colpo basso, che acuisce il suo malessere di fronte al marcio via via affiorante nel corso dell’ indagine: quella città che lui ama è bella solo di notte e con la nebbia, quando non si vedono il cinismo, l’ipocrisia, l’avidità e il disprezzo per la vita umana che ormai allignano nel suo ventre… Un noir impeccabile, che nell’accurata descrizione di ambienti e atmosfere e nell’affilata incisività dei dialoghi esalta al meglio la sensibilità e il talento di un autore sempre più apprezzato dai lettori e dalla critica.

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 09:08 | Permalink | commenti (37)
Commenti
#1   06 Novembre 2007 - 10:39
 
Finalmente l'attesa è finita. Leggerò con estrema attenzione anche questa tua ultima "fatica". Non vedo l'ora che il libro sia nel mio comodino. Ciao Matteo
utente anonimo

#2   06 Novembre 2007 - 13:19
 
Grazie Matteo! Sono ansioso di sapere come ti sembra.
Ciao!
v.
utente anonimo

#3   07 Novembre 2007 - 06:31
 
Ciao Valerio. ieri sera ho cercato il tuo ultimo in libreria, ma causa ritardo del corriere non era ancora arrivato. cosi, gironzolando fra gli scaffali ho trovato "delitti in provincia" con il tuo racconto. beh valerio, è splendido. raccontare una storia come questa, che spesso purtroppo la puoi ritrovare sui giornali, senza mai scendere nel banale, non era facile. ma tu lo fai alla grande.azzeccatissima, come sempre, la descrizione della società "cittadina". mi è parso di trovare in questo alcuni riverberi delle riflessioni del soneri di "a mani vuote" . ben costruita anche la struttura a climax, con l'ascesa continua del personaggio e la caduta finale. mi piace poi vedere un collegamento fra l'ultima frase e la prima del racconto. un caro saluto
matteo2
utente anonimo

#4   07 Novembre 2007 - 19:30
 
Accidenti, da Angela questo colpo basso proprio non me l'aspettavo... Che tipino!!!
ciao
Paola-Luna
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lunapiena70

#5   09 Novembre 2007 - 08:13
 
Grazie Matteo! Quel delitto in provincia forse ti ricorderà un fatto vero accaduto a Parma...
Per Paola: con tipi come Angela non si scherza. E non solo con lei...
Un abbraccio!
v.
utente anonimo

#6   12 Novembre 2007 - 10:17
 
Ho letto il libro e mi è piaciuto. Molto ben costruito e con la consueta, non comune sensibilità. Bravo. Vorrei altresì chiederle scusa per la maleducazione con la quale ho commentato nel suo blog, in un impeto di follia ingiustificata, il suo precedente romanzo Le Imperfezioni. La mia sgarberia derivava quasi certamente dalla troppa personale immedesimazione col protagonista del romanzo. Questo non giustifica la mia maleducazione. Volevo liberarmi da una specie di incubo e così me la sono presa con l'autore. Follia pura. Mi perdoni di nuovo. Il difettato sono io. Complimenti di nuovo per il nuovo libro. E per la fiction che è senz'altro tra le più riuscite in circolazione. Un caro saluto. Fabio Bussotti.
utente anonimo

#7   12 Novembre 2007 - 11:22
 
Caro Fabio (ti va se ci diamo del tu?) grazie a te per la lettera. Ma anche il tuo malumore, paradossalmente, è un complimento per me. Detesto i libri che non ti toccano nemmeno un po' e il fatto che le Imperfezioni ti abbia provocato una immedesimazione così forte significa che comunque, sia pur non positivamente, qualcosa ha trasmesso. Altri mi hanno detto che sono stati male leggendo il libro. Poi, ognuno ne trae impressioni e giudizi che sono, per definizione, insindacabili. Riguardo l'impeto, nemmeno io sono andato sul leggero perciò siamo pari. Ma dai, chissenefrega delle nostre impennate! L'importante è che stavolta non ti abbia messo di malumore!
Un saluto riconoscente e un grande grazie!
Valerio

P.s. In tutte le cose ci metto il cuore. Quel tuo giudizio era così distruttivo che sono andato ko!
utente anonimo

#8   12 Novembre 2007 - 14:45
 
un gran bel libro. nella mia personalissima classifica secondo solo a l'affittacamere. ottimo l'intreccio e la solita cura (che adoro) nel tratteggiare i personaggi. grazie valerio, anche perchè mi hai fatto ricordare momenti di quando ero bambino, e nella bassa la nebbia era una compagna abituale. rimpiango ancora quelle atmosfere e averle ritrovate in tuo libro, beh è stato splendido! matteo2
utente anonimo

#9   12 Novembre 2007 - 19:26
 
Sono contento che ti sia piaciuto e che ti abbia evocato momenti belli della tua vita. Per me è una grande soddisfazione!
Ciao!
v.
utente anonimo

#10   14 Novembre 2007 - 08:19
 
HO VISTO LA PRIMA PUNTANTA DI NEBBIE E DELITTI DOVE SONERI ALLA FINE RIESCE AD INCASTRARE I DUE PERSONAGGI GRAZIE ALLA MOGLIE DELL'UOMO CHE SI BUTTA NEL FIUME,MA NON HO CAPITO BENE COME RIESCE AD AVERE IL MANDATO DI CATTURA GRAZIE ALLA MOGLIE.C'ENTRA LA POLIZZA VITA E SE SI' COME ???
POSSO AVERE UNA RISPOSTA???
GRAZIE
utente anonimo

#11   14 Novembre 2007 - 09:26
 
Si tratta di un finale "aperto". Resta indeterminato se l'uomo si è suicidato, l'hanno indotto a suicidarsi (reato di induzione al suicidio), oppure è stato davvero ammazzato. Soneri non se la sente di optare per le due ultime soluzioni perché non ha prove sufficienti. Lascia che il colpevolista Draghi (il suo collega) arresti i due imprenditori sulla base dei soli indizi preferendo defilarsi. E tuttavia gli fa comodo questa soluzione perché consente alla moglie di riscuotere il premio assicurativo che non verrebbe erogato in caso di semplice suicidio. Spero di essere stato chiaro.
Cordiali saluti
Valerio Varesi
utente anonimo

#12   14 Novembre 2007 - 12:46
 
la ringrazio per la sua spiegazione sul finale della prima puntata di nebbie e delitti
utente anonimo

#13   15 Novembre 2007 - 14:18
 
Bello questo giallo, che alterna la caccia all'assassino, la ricerca del perchè della morte della ragazza rumena, alle riflessioni personali del protagonista, che non riesce più a riconoscersi in questa città, dove tutto sta cambiando; poliziotti che si affidano sempre più al computer che la proprio istinto; ex aristocratici che si ritrovano ai margini della società, ma che non rinunciano al proprio stile.

Parma stessa non è più la sua città:
"Tutta quella gente a predicare il rispetto delle leggi per poi farsi gli affari propri credendosi al di sopra di ogni giudizio ....
Gli mancava tanto l'anima popolana della città, pronta allo sberleffo pubblico dei parrucconi, dei benpensanti, magari con una scritta di satira urticante sul muro sottocasa o una trovata salace dal loggione del Reggio. Parma allora, ti uccideva con una battuta".

Aldo
utente anonimo

#14   15 Novembre 2007 - 17:07
 
Ho visto il tuo commento su "Uno nessuno": ti ringrazio tanto. Sono contento che ti sia piaciuto il mio libro.
Un caro saluto
Valerio Varesi

utente anonimo

#15   25 Novembre 2007 - 17:45
 
Ciao Valerio.
Ti do del Tu perchè grazie al tuo collega (e mio amico di lunga data) Matteo di Parma ho ricevuto tre tuoi libri dedicati, quindi mi permetto... Ho scoperto da poco il tuo blog, quindi questo è il mio primo commento. Ho letto il libro questa settimana. L'ho trovato complessivamente buono, ma mi mancano alcune magiche atmosfere di Montelupo e del fiume delle nebbie. Non mi riferisco solo al tempo "meterorologico", anche se io sono particolarmente amante delle suggestioni di piogge,ombre, boschi e nebbie, ma un poco alla caratterizzazione di Soneri come uno straordinario "perdente", che si occupa magari di dettagli futili, che solo a lui paiono interessare e prosegue testardo su filoni d'indagine che davvero tutti ritengono marginali. Ho trovato qui un Soneri più "televisivo", molto più a suo agio nel sostenere un ruolo di leader in un'indagine, complessivamente, più "classica". Per dirla con una similitudine, mi manca un pò di "sugna".., di quella miscela oleosa di sudore contadino, di cucina povera, di personaggi meravigliosamente "fuori del tempo"; anche se in questo romanzo uno di questi si trova e rappresenta per me il vero capolavoro: il marchese Sbarazza.
Anche il tradimento di Angela, che fa da sfondo all'intero romanzo, l'ho trovato forse più adatto all'Angela televisiva che non a quella caratterizzata in precedenza. Mi piacciono molto i tuoi personaggi "perdenti", difatti io ho trovato eccellente e psicologicamente molto fine "Le Imperfezioni". Continua così! Con sincera ammirazione, "il Bolzanino".
utente anonimo

#16   25 Novembre 2007 - 19:51
 
Grazie "bolzanino"! Scusa se ti chiamo così, ma ormai è una definizione che non ti stacchi più dalla pelle grazie a Matteo che mi parla molto di te. Sul libro, che dire? Ogni storia nasce con una sua impronta. Quel che posso affermare è che io non percepisco Soneri molto differente in quest'ultima "avventura". Per certi versi è ancora più perdente perché sconfitto anche nell'intimo, dalla scoperta dell'estrema "leggerezza insostenibile" delle relazioni umane, anche di quelle che (a torto) riteniamo più solide. Nemmeno sento che sia più televisivo. In tanti mi accusano del contrario esortandomi a tener conto della versione barbareschiana del commissario. Certo, Le imperfezioni è un libro costruito con un altro schema narrativo e con obbiettivi differenti sul piano dello scandaglio umano. Io vorrei giocare sui differenti registri alternando Soneri a libri come Le imperfezioni perché credo che la realtà deve essere sondata con strumenti differenti a seconda di quel che si vuole rappresentare di essa.
Un carissimo saluto e, spero, a presto!
Grazie ancora.
v.
utente anonimo

#17   26 Novembre 2007 - 10:55
 
Ciao Valerio, sono Sergio.
Ho visto il tuo ultimo romanzo in libreria e ho visto che siamo tornati a quel famoso Soneri: mi fa piacere, davvero, dato che la serie di quel commissario a me piacque parecchio. Mi piacque perche' si distingueva , nel genere, noir , da tutto quell'infinito viluppo tematico ( il noir appunto) che si e' scatenato in questi ultimi anni, deprezzando questo genere sino all'inflazione. Avevano trasformato il noir in qualcosa di talmente intricato e complicato - fino all'assurdo - che un Soneri dava quasi l'impressione , oltre alle proprie indagini, di risolvere persino il fallimento totale di tutto quel proliferare di autori senza arte ne'' parte: in poche parole, in romanzi come L'affittacamere ( bellissimo) o Le ombre di Montelupo c'era quella semplicita' di storia ormai persa e strapersa in questo genere.
Siamo contenti di un ritorno al vecchio Soneri: Le imperfezioni, invece, ( parlero' nel suo relativo post) mi ha profondamente deluso, non mi ha proprio convinto.-
Appena posso, dunque, leggero' il tuo nuovo romanzo.

Un saluto Sergio
ps: saluti anche a Matteo
utente anonimo

#18   30 Novembre 2007 - 17:30
 
Ciao Valerio complimenti per il tuo ultimo libro, vorrei sapere se il mitico SONERI prima o poi inizierà anche lui a usare il computer !!!!

PAVONS71
utente anonimo

#19   01 Dicembre 2007 - 09:52
 
Caro Sergio, spero che questo nuovo Soneri ti riconcilierà coi miei libri. Mi dirai. Quanto all'uso del computer... Non so. Soneri ha una resistenza mentale più che un'incapacità. Proprio non gli piace. E poi c'è Juvara... Anche per quello non ci si mette.
Salutissimi
v.
utente anonimo

#20   06 Dicembre 2007 - 18:40
 
Non leggerò più i libri di Valerio: mi ci ritrovo troppo e mi viene la nostalgia di quella Parma che ho conosciuto e che non c'è più ....
utente anonimo

#21   06 Dicembre 2007 - 19:39
 
Se ti ci ritrovi troppo significa che c'è immedesimazione e quindi un po' di apprezzamento. Ma se poi non li leggi più, il risultato è equivalente a un giudizio negativo. E' come quel tipo che dice alla morosa: ti amo troppo e quindi ti lascio. Non è per tirare l'acqua al mio mulino, ma nei panni di questo signore, io sceglierei di continuare... Cosa dici?
Un caro saluto
v.
utente anonimo

#22   10 Dicembre 2007 - 16:24
 
LE COINCIDENZE E IL DESTINO
di Alessandro Castellari

“Oro, incenso e polvere” è un giallo avvincente, certo, ma è anche il più impegnativo, il più maturo dei libri di Valerio Varesi. Nello stesso sistema dei personaggi troviamo qualcosa di insolito e toccante: il commissario Soneri è il protagonista e lo abbiamo davanti a noi a intrecciare gli esili fili di un’indagine che sembra non avere mai fondo, che dischiude ad ogni passo scenari imprevedibili; ma con Soneri entra in relazione Nina Iliescu, una giovane rumena il cui cadavere bruciato è stato trovato ai margini dell’autostrada in una notte di nebbia fitta, e la presenza di questo personaggio su cui si concentra la sua indagine determina in lui una discesa nelle profondità dolorose della sua anima: la paternità mancata, il bisogno d’amore e di certezze, la consapevolezza dello spreco inutile che spesso si fa della vita. E quando Soneri ricostruisce la figura di Nina e le ragioni del suo assassinio, rimane la domanda inevasa su cosa lui sappia veramente di lei, che corrisponde all’altra e più radicale domanda inevasa su cosa noi si sappia veramente degli altri e di noi stessi.
C’è una parola che costituisce il vero nucleo tematico del romanzo: “coincidenze”.
“Nemmeno io capisco”, ammise il commissario, “ma voglio continuare a credere alle coincidenze.” Così si chiude il quinto capitolo. E così con una bellissima ripresa si apre il sesto: “Non esistono le coincidenze, esiste il destino”, lo corresse Sbarazza.
Dagli uffici del commissariato alla sala di una locanda, dove Soneri conversa con uno straordinario barbone filosofo, echeggiano le “coincidenze”, i fili sottili sui quali si dipana l’inchiesta e sui quali si dipana e si regge l’esistenza. Le coincidenze sono il destino, ha ragione Sbarazza; e ci costringono a star dentro la consapevolezza della precarietà degli incontri, degli amori, delle fortune, mentre noi pretendiamo continuamente stabilità e sicurezza.
E mentre Soneri è impegnato in una inchiesta sulla vita e sulla morte di Nina, una inchiesta che tocca intimamente la sua fragilità e i suoi dolori, la Parma ufficiale, la Parma dei potenti, dei politici, dei giornalisti e degli intellettuali, la Parma delle cose che costano molti soldi e che non valgono nulla, sta perdendo irrimediabilmente la sua anima generosa e popolana. Le rimangono nel romanzo di Varesi i suoi bellissimi paesaggi urbani immersi nella nebbia.
utente anonimo

#23   13 Gennaio 2008 - 13:13
 
Ciao Valerio,
sono un tuo grande ammiratore e ho divorato in pochi giorni tutti i tuoi libri che mi sono piaciuti moltissimo.Spesso percorro il centro di Parma alla ricerca degli itinerari del commissario Soneri e mi è rimasta una grande curiosità:il ristorante Milord esiste veramente?Se si tratta di una denominazione di fantasia,corrisponde per caso ad un certo ristorante di via Repubblica?O si trova da qualche altra parte,magari andando verso il Duomo?Ti ringrazio.
Franco
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#24   14 Gennaio 2008 - 09:50
 
Ciao Franco! No, il Milord non esiste in realtà. Però nel Milord ci sono spunti presi dai ristoranti che mi piace frequentare. Ho presente quelli che dici tu, ci sono anche stato e qualcosa ho preso anche da loro. Diciamo che il Milord (come il Sordo de "Il fiume delle nebbie") è un riassunto del ristorante per me ideale. Non so se mi sono spiegato appieno. Ti mando un saluto e un grande ringraziamento!
v.
utente anonimo

#25   14 Gennaio 2008 - 17:44
 
Si,Valerio,ho capito cosa intendi.Ottimi piatti tradizionali con sottofondo di opere verdiane ed un oste che si preoccupa che il cliente sia soddisfatto al cento per cento.Davvero una sintesi perfetta! Noi che abitiamo in Emilia dobbiamo ritenerci fortunati in questo campo.Ciao e grazie!
Franco
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#26   18 Gennaio 2008 - 20:16
 
... qualche indirizzo gourmet? Non si sa mai che capiti nella 'bassa'...
Ciao
utente anonimo

#27   19 Gennaio 2008 - 10:11
 
Potrei consigliarti di Polesine parmense. E' un posto dentro la golena del Po con annesso allevamento di maiali neri e vicina passeggiata sul grande fiume. Massimo Spigaroli, lo chef, è un vero inventore di cucina. Oppure, a Sacca di Colorno, c'è il ristorante Stendhal addossato all'argine maestro. Lì si dice che Fabrizio Del Dongo, in fuga da Parma, abbia passato il fiume. Suggestioni letterarie a parte, si mangia bene.
Spero di averti dato buoni consigli. Se mi dici di dove sei, posso suggerirti una meta lungo una strada per te comoda. Oppure in città e dintorni. O, ancora, in collina.
Un caro saluto.
v.

Spero di averti dato un consiglio giusto
utente anonimo

#28   20 Gennaio 2008 - 17:12
 
Caro Valerio,
sono incappata un po' per caso nei tuoi libri ed in particolare ne "il fiume delle nebbie". Ero alla ricerca di un libro che parlasse del Po; questo infatti è il fiume di mio padre, che ha smesso di raccontarmi la sua storia otto anni fa. L'istinto è stato perfetto oltre ogni aspettativa! Il tuo libro mi ha restituito non solo le atmosfere che mio padre Rino ha vissuto e raccontato, ma anche il paese dove è nato, cresciuto e che ora protegge e costudisce le sue spoglie (Pomponesco). Mi è rimasto il rimpianto che papà non abbia potuto leggerlo questo tuo libro, ma va bene lo stesso... l'ho fatto io per lui. Tutto questo preambolo per dirti che spero tu possa tornare a descrivere quei luoghi, meglio attraverso gli occhi di Soneri di cui adoro, tra l'altro, il piacere per la buona cucina! Un caro saluto. Cris
utente anonimo

#29   20 Gennaio 2008 - 21:19
 
Cara Cris,
la tua è una lettera commovente. Ti ringrazio tanto. Spero che aver parlato del Po e delle sue terre sia valso anche a ricordare tutti quelli che hanno amato questi luoghi come tuo padre Rino. Indirettamente, il libro è dedicato a loro. E a proposito del futuro, conto proprio di tornare tra golene e lanche. Grazie ancora! Ti mando un caro saluto.
v.
utente anonimo

#30   07 Febbraio 2008 - 18:04
 
Caro Valerio,
sono più di due mesi che ho finito di leggere (sarebbe più giusto dire: divorare) il tuo ultimo libro ma per il ritmo a cui si vive non mi è ancora stato possibile fermarmi un attimo per raccontarti le mie impressioni. La storia è bella. E riesci a farmi innamorare ogni giorno di più di una città che pur non avendomi dato i natali (in senso stretto) mi sta dando diverse soddisfazioni professionali e non. Quando ero giovane (piccolo?) ricordo che sognavo di andarmene da Parma, dalla nebbia... di questo territorio vedevo solo il grigio dei mesi invernali! Bè, il grigio è rimasto - basta che scosti la tenda per vedere che "bella" giornata c'è anche oggi (mi riferisco a qualche giorno fa quando ho abbozzato queste prime righe) - ma giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, ho scoperto pian piano anche gli altri colori. Tutte le sfumature del grigio del Fiume delle nebbie, quelle del giallo de Le ombre di Montelupo ma anche del teatro Regio, del palazzo del Governatore e delle maglie dei giocatori del Parma.
E poi ci sono gli immigrati dell’Est nel parcheggio tra il pala Raschi e il centro commerciale. Più o meno gli stessi che ogni fine settimana mi fanno compagnia in strada dei Mercati, davanti alle finestre del mio ufficio. Conoscono una parte di quelle storie perché sono anni che in casa mia transitano moldavi e romeni (ancor prima erano passati tanti nord africani), arrivati in Italia come clandestini e che per anni hanno continuato a tenere i contatti con mariti, mogli, figli e genitori rimasti nell’Est grazie ai pullman che arrivano e partono da alcuni parcheggi della città.
E poi ci sono gli “affari di cuore” del commissario Franco (Franco?! Ma sei sicuro? Il nome non mi suona…) Soneri. La prima reazione al tradimento di Angela è stata: “Ma perché non la lascia? Perché non se ne va sulla sua montagna”. Poi pagina dopo pagina (e ancora dopo aver finito di leggere il romanzo) ho capito che in fondo è il dilemma di noi uomini. Non riusciamo a chiudere di netto una storia e siamo disposti a concedere qualsiasi cosa alla donna che amiamo. Disposti a prenderci le corna per qualche settimana pur di averla con noi per il resto della vita. Caro Valerio, anche in questo aspetto dell’avventura di Soneri hai scandagliato bene l’animo umano.
Lunga vita a te Valerio e al tuo commissario!
Matteo Billi
utente anonimo

#31   08 Febbraio 2008 - 10:33
 
Grazie Matteo! E' piuttosto curioso che uno critico verso Parma come il sottoscritto (che tuttavia ama la città pur imbruttita dal provincialismo degli arricchiti che la abitano) faccia passare uno scettico come te dall'indifferenza all'apprezzamento. Devo dire che, implicitamente (e forse proprio per quello) mi attribuisci un grande merito. Sono orgoglioso di ciò. Vignali e Lasagna dovrebbero premiarmi per l'opera di marketing nei confronti di Parma! Che ridere!
Un grande abbraccio e a presto!
v.
utente anonimo

#32   15 Febbraio 2008 - 12:13
 
Sto seguendo su rai international(vivo ad Ottawa) la serie di nebbia e delitti. È un pezzo di qualità. Credo che Barbareschi sia perfetto nel suo ruolo. Sicuramente quando verrò in Italia questa estate, andrò a cercare i libri. Grazie
Graziella
utente anonimo

#33   15 Febbraio 2008 - 19:14
 
Sono molto contento che "Nebbie e delitti" le sia piaciuto. Spero che le piaceranno anche i libri!
Un carissimo saluto
v.
utente anonimo

#34   26 Maggio 2008 - 15:10
 
insomma, ora basta, quando è troppo è troppo!
egregio varesi, ma perché non troviamo una fidanzata normale a quel povero cristo del commissario Soneri?
Angela mi sembra irrecuperabile e un pochino borderline...
Passi quando (cfr. 'fiume delle nebbie'?) si eccitava nell'avere rapporti all'interno della grande chiatta arrugginita o sul divano di un morto, passi quando tratta soneri come un perfetto demente, ma ultimamente mi ha proprio stancato.
La trovo francamente antipatica, supponente, superficiale e poco adatta a un uomo di sensibilità spiccata ferito già a morte dalla vita.
è vero che la signora ogni tanto ha picchi di affetto e di comprensione, ma quelli li ho anch'io con i miei tre cani, e non vuol dire che mi ci fidanzi...
Insomma, varesi, la lasci andare per la sua strada con i suoi avvocati in carriera, dài.
(e per i nostalgici teledipendenti che non vogliono perdere le grazie della stefanenko, beh, si troverà un'alternativa, tipo 'biutiful', angela se ne va, arriva la gemella, magari nera di chioma).
a meno che Lei non ritenga che (come temo) a soneri vada tutto sommato bene così.
Dopo quello che ha patito (cfr. 'l'affittacamere'), forse non vuole più credere nell'amore....?
a presto, caro il mio autore preferito, La saluto con affetto e stima.
a quando il prox?
a.p. compagna di sonetti
utente anonimo

#35   26 Maggio 2008 - 15:28
 
riprovo: il primo intervento non è uscito. se esce due volte amen.
dicevo che è ora di finirla, egregio varesi!
angela sta diventando sempre più borderline e inadatta a un uomo sensibile e già in abbondanza ferito dalla vita (cfr., su tutti, 'l'affittacamere') come il ns. soneri.
passi per il trovare eccitazione in una vecchia chiatta o sul divano di un morto (cfr. il fiume delle nebbie), passi per l'antipatia che trasuda da ogni telefonata che gli fa e da ogni dialogo, ma adesso si infatua di un altro, tra l'altro un tipino (ma guarda un po') tutto diverso dal commissario...
è vero che ogni tanto sfoggia un pizzico di comprensione e di affetto per soneri, ma quelli li provo anch'io per i miei tre cani, ma non mi ci fidanzo.
e non sarà che a lui va bene così per non correre il rischio, in fondo di innamorarsi SERIAMENTE ancora?
dài, lasciamola andare per la sua strada lastricata di scarpe manolo b. tacco 12 e cartelle di pelle prada... Le risolvo anche il problema stafanenko: per i nostalgici teledipendenti della splendida russa (che tra l'altro non ha niente a che fare con angela, perché angela è una donna 'interessante' e sexy, ma non certo stupenda) propongo un colpo di scena alla 'biutiful': angela se ne va e arriva la gemella (magari nera di capelli) così sistemiamo tutto.
a quando il prox?
un saluto e un oceano di stima al mio autore preferito...
a.p. compagna di sonetti
utente anonimo

#36   26 Maggio 2008 - 19:42
 
Cara a.p. compagna di sonetti e di scrittura. Nella prossima serie di "Nebbie e delitti" sarai accontentata, perché il nostro Soneri-Barbareschi pare molli la sua Angela. Il Soneri di carta, l'unico interamente mio, continuerà a restare con la sua beneamata, almeno fino a quando lei non gliene combinerà una grossa. Però, diciamolo, Angela non è l'arpia che viene dipinta. E' anche una donna dolce, che guarda il mondo con gli stessi occhi del suo compagno con cui condivide molte cose. A tratti appare quasi proteggerlo. Con quel che c'è in giro, non mi pare poco!
Un caro saluto esteso ai tre cani coi quali, ne sono sicuro, sei sull'orlo del fidanzamento.
v.
utente anonimo

#37   26 Maggio 2008 - 22:45
 
mannoooooooooo!
e perché Lei, Monsignore, osa darmi del tu? allora, fors'anch'io....
e va beh, molliamo gli ormeggi. non è possibile che Tu (la maiuscola, almeno) pensi sia la compagna giusta per il commissario, purino. no, farò una raccolta di firme, non è
possibile.
dolce, dici? protettrice?
mah, io la vedo solo egoistissima. e poi, cosa vuoi dire con 'fino a quando gliene combina una grossa'?
già la vedo: angela entra in un supermercato, una donna le critica - la pettinatura
le scarpe
la dieta a base di verdure - un'erbivora, iabo' -)
e lei tira fuori un uzi e spara a vista...
orsù, varesi, soneri merita ben di più.
e con questo ti saluto.
a presto.molto presto.
ap
utente anonimo

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categoria:libri