mercoledì, 28 novembre 2007

I magnifici cinque per il Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2007

A contendersi il Premio saranno i seguenti cinque libri: Al caffè del silenzio di Giorgio Todde (Il Maestrale, 1082 voti), Il giovane sbirro di Gianni Biondillo (Guanda, 868 voti), Tango e gli altri. Romanzo di una raffica anzi tre di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli (Mondadori, 859 voti), Confine di Stato di Simone Sarasso (Marsilio, 759 voti),  Le imperfezioni di Valerio Varesi (Frassinelli, 697 voti).

Il risultato è scaturito dalla somma delle preferenze espresse nel sito dalla giuria popolare e dai voti della giuria letteraria del Premio Scerbanenco. La presentazione dei finalisti avverrà il 5 dicembre nelle sedi abituali degli incontri letterari, mentre il premio sarà consegnato al vincitore nel corso del festival al Palanoir.

postato da: ipinguininelsottoscala alle ore 16:16 | Permalink | commenti (21)
Commenti
#1   29 Novembre 2007 - 09:46
 
Ci sono molti premi letterari: un modo come un altro per stimolare scrittori e case editrici.
Dei cinque finalisti Todde Giorgio non lo conosco, Biondillo non m'interessa nemmeno se mi pagano, Sarasso mi e' sconosciuto e tale rimarra'. Per Guccini, Machiavelli e Varesi, invece, e' un altro discorso: li ho letti e sono stati di mio gradimento. Non in tutte le loro opere, naturalmente, ma in generale
sono letture di ottima compagnia.
Auguro loro di aggiudicarsi il premio, magari ex equo.

Ciao Sergio
utente anonimo

#2   29 Novembre 2007 - 21:37
 
Firmerei subito per una soluzione del genere. Caro Sergio, lo prendo come un augurio!
Ciao!
v.
utente anonimo

#3   01 Dicembre 2007 - 11:13
 
Povero Biondillo...
Non ditegli così che ci rimane malissimo...:-)
Beh, devo dire che l'ex aequo con Guccini e Mastro Macchiavelli non dispiacerebbe nemmeno a me...
Ci si vede martedì a Courmayeur!

Simone Sarasso
utente anonimo

#4   01 Dicembre 2007 - 16:43
 
Ciao Simone! No, non mi permetterei mai di maltrattare Gianni! Ma il blog è libero e come vedi nemmeno io sono risparmiato dalle critiche. Purtroppo non sarò a Courmayeur mercoledì perché venerdì devo essere a Sassari e il mio caporedattore non mi concede un giorno in più. Sono i guai che capitano a chi deve lavorare in una redazione. Spero però di conoscerti presto, magari sempre nella finale di un premio...
Un grande saluto
v.
utente anonimo

#5   02 Dicembre 2007 - 12:33
 
Ciao Valerio!
Per carità, si celiava...
Mi spiace che non ci si incroci mercoledì, ma posso capire i disagi lavoro-ferie.
Per farmi dare due giorni da scuola ho fatto i salti mortali.
Io non so se ci sarò sabato. Spero di sì.
Per ora ti saluto caramente.
E, come si dice in questi casi (me l'ha detto stamane il mio amico Carmelo PECORA, e il fatto che me l'abbia detto lui fa piuttosto ridere...): IN BOCCA AL LUPO!

S.
utente anonimo

#6   02 Dicembre 2007 - 16:13
 
Caspita Valerio,
che notizia!!!
Beh, non ho parole, se non l'augurio di un "in bocca al lupo"!!!
ciao
Paola
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#7   02 Dicembre 2007 - 18:53
 
Ricambio l'augurio Simone! Chissa cosa succederà sabato, ma penso che la giuria abbia già scelto.
Grazie Paola per l'incoraggiamento. A presto!
v.
utente anonimo

#8   03 Dicembre 2007 - 09:28
 
Credo anch'io che i giochi siano già fatti (per carità, niente di trascendentale: siamo in cinque, non è che ci vada un mese a decidere...) e onestamente non credo di avere alcuna possibilità per la conquista del trono.
Ad ogni modo, il solo fatto di sedere intorno a un tavolo con Gianni, il tizio che ha scritto la Locomotiva, il papà di Sarti Antonio, il papà di Soneri e il signor Todde è un gran bel regalo di Natale in anticipo.
Se ci aggiungi pure due giorni a Courmayeur...
A sabato!

Simone
utente anonimo

#9   03 Dicembre 2007 - 10:06
 
Ciao Simone , non ci conosciamo ma ho sentito parlare del tuo libro.
Ho trovato qualche recensione su IBS e su qualche forum: ti auguro che possa avere un notevole successo tra coloro che amano il tuo genere.
Biondillo? Biondillo non l'ho letto e non mi piace, ma non e' nemmeno tanto una questione Biondillo o chi per lui; e' una questione che investe l'editoria italiana talmente inflazionata da essere oramai porto di tutti quegli aspiranti scrittori che con qualsiasi compromesso fanno in modo di essere pubblicati.
Non mi piace ( come scrisse qualcuno da qualche parte) il 90 per cento di quegli autori italioti che mi ricordano piuttosto della letteratura, un'agenzia di pubblicita'.
Pubblicita' di libruncoli senza arte ne' parte e di cui, per fortuna, nulla rimarra' tra qualche anno; pubblicita' di tutti quelli che niente fanno per evitare una estrema commercializzazione; pubblicita' di scrittori che imperversano su siti, blog, forum per raccontare nei minimi particolari il loro libricino, il loro capolavoro, la loro opera omnia; pubblicita' di tutta quella critica che innalza il loro romanzetto a vette inestimabili di scrittura; pubblicita' di questi vate che pensano di essere padri della letteratura solo dopo qualche raccontino.
Ecco, questi non li leggo e non mi piacciono.
Naturalmente, Simone, questa e' solo una mia opinione anche se suffragata da mille indizi: basta fare un giro in una qualsiasi libreria per rendersi conto dell'inutilita' di quella babelica montagna di libri di cui non se ne capisce l'urgenza di averli scritti. Due giorni dopo e' come se mai fossero stati scritti.
Per questo non li leggo e non mi piacciono.

Sergio
utente anonimo

#10   03 Dicembre 2007 - 11:47
 
Non ti avevo mai sentito così incazzato, Sergio! Su molte cose, tuttavia, hai ragione. Però, qualcuno che si salva c'è, dai! Quelli che stanno nell'ombra, magari...
v.
utente anonimo

#11   03 Dicembre 2007 - 13:37
 
Certo, hai ragione: qualcuno si salva.
Ma rappresenta l'eccezione , quando e' la regola a contare.
E la regola vuole ( e' infinitamente dimostrata) che la maggioranza degli autori moderni rappresenta quel novero di cui non leggo e non mi piace.
Tra gli italiani emergenti - a prescindere dagli affermati, come ad esempio un Tabucchi, un Benni, un Vassalli, solo per fare tre nomi- ve ne sono pochissimi che meritano rispetto e una attenta lettura.
Sono pochissimi perche' la tendenza conclamata nell'editoria e' quella del libro " a tutti i costi", sia pure la prima baggianata scrivibile, il primo romanzetto che si presti alla moda in voga. Si guardi ai thriller o noir in genere: sono i temi che vanno per la maggiore, i temi che richiamano i lettori a iosa perche' generi che non richiedono nessun tipo di impegno. E la cosa, se vuoi, puo' anche starci.
Meno ci sta quando invece si vuole spacciare questo per altro, quando si vuole far credere che si e' davanti all'autore dell'anno, a un nuovo modo di scrivere, a un nuovo modo di raccontare, a un nuovo modo di denuncia sociale.
Quello che manca alla maggior parte degli auturuncoli italiani e' l'onesta' di riconoscersi per quello che sono: un fenomeno transitorio, momentaneo, fugace, e fortunatamente per noi, un dettaglio di pura moda che niente lascera' di se'.
Invece ci tocca sorbirci lodi, inni, conferenzine, presentazioncine, programmini, critiche entusiastiche, che tanto ricordano quegli spot pubblicitari atti a sfruttare l'ondata del momento: quella corsa frenetica contro il tempo, contro la sentenza che immancabilmente arrivera' a stabilire l'inutilita' di opere talmente insulse da rappresentare benissimo quello che sono: un niente.
E allora - scusa lo sfogo da semplice lettore - se fossimo maliziozi lo penseremmo soltanto, ma visto che non lo siamo lo diciamo, ci sentiamo nel pieno diritto di dire ai quattro venti, in inglese, in italiano, in francese, in latino che di questa fantomatica letteratura d'accatto, commerciale, " da classifica come unico Vangelo" di merito e di profondita', noi non sappiamo che farcene.
E lo diremo anche in fiammingo se mai ce ne fosse bisogno. Non si sa mai.

Sergio.
utente anonimo

#12   03 Dicembre 2007 - 15:25
 
Ciao Sergio,
grazie per l'augurio nei confronti del mio libello. Sei molto gentile.
Concordo che ci sia, specialmente nell'ultimo periodo, una sovraesposizione del genere.
Sto con Valerio, però, nel sostenere che qualcuno da salvare c'è.
Biondillo, per esempio (fidati: il suo ispettore Ferraro merita una lettura...). O Giuseppe Genna, uno dei miei maestri.
Tanto per far due nomi...
utente anonimo

#13   03 Dicembre 2007 - 16:18
 
Ciao Simone, figurati, pur non avendo letto il tuo libro, ti auguro che ti dia soddisfazioni.
Quando tu e Varesi dite che qualcuno c'e' da salvare, avete assolutamente ragione: per seguire un tuo nome, Genna, mi piace.
Nel nome di Ishmael mi e' piaciuto moltissimo, non tanto per la mirabolante scrittura di questo autore ( a proposito, tanto ci sarebbe da dire di chi decanta solo lo stile), ma perche' la struttura del libro rispecchia un'intenzione che va' al di la' della mera estetica (scrittura sterile e fine a se stessa) raccontando uno spaccato di vita italiana ( sociale e politica).
Ben difficilmente , mi concederai, questo capita con quell'armata brancaleonesca di commissari e poliziottini che tanto impazza nei libri di questo genere.
Vi sono piu' commissari nelle pagine scritte, che nei commissariati veri e propri: questo fa riflettere.
E non e' un mio pregiudizio.
Per farti un esempio adoro Admsberg della Vargas ( ottima scrittrice perche' semplicissima) e pure molto mi e' piaciuto quel Soneri di Varesi, nel quale ho trovato qualcosa di antico, di vero.
Sono abituato a leggere altre cose, Simone, ma questo non significa che non sappia riconoscere il " buono" tra i moderni , o tra i vari generi tanto di moda. Diciamo pure che sono un poco selettivo: anche con Varesi, di cui ho letto quasi tutto trovandolo di mio gusto, quando qualcosa di suo non mi ha convinto, non ho avuto nessuna remora a dirlo anche qui sul suo blog. E' un diritto del lettore quello di farsi una sua opinione, ed e' un diritto dell'autore ( non un dovere bada bene!) ascoltare quello che di lui si dice tra i suoi lettori, qui in internet.
Come diceva Dickens ascoltare i propri lettori e' un atto d'amore.
Un atto che costa un po' di fatica e per il quale , a volte, bisogna esser capaci di scendere un po' giu' da quel piedistallo sul quale, sembrerebbe , essersi issati in migliaia, ovvero , tutti quelli che dall'oggi al domani si improvvisano scrittori inventandosi un commissario qui , un commissario la'.
Non si contano piu', ormai.
Quello che si reclama alla fin della fiera e' questo: la liberta' di potere ancora scegliere ,cosa sempre piu' difficile al giorno d'oggi, data l'immensa pubblicazione. Entrare in una libreria, tolti i classici, e' un po come l'andar per campi minati.
Ferraro? penso che i cioccolatini Ferrero siano meglio.

Comunque e' un altro discorso. Piuttosto: presentaci il tuo libro.
Chissa' mai.

Ciao Sergio.
utente anonimo

#14   04 Dicembre 2007 - 10:36
 
Per carità, Sergio! Ci mancherebbe che il lettore non avesse il diritto di manifestare le proprie opinioni! E i giudizi estetici sono insindacabili per definizione. Ti ho già detto che condivido la tua disamina della letteratura d'oggi che manca di profondità e non sa affrontare i temi importanti, però su alcune cose, lasciatelo dire, non mi trovo d'accordo. Per esempio: non puoi affermare che una cosa non ti piace se non l'hai letta. Non direi mai che un piatto fa schifo se non l'ho assaggiato. Il secondo punto su cui sono dissenziente è sulla tua considerazione del noir e del giallo. Non è vero, caro Sergio, che si tratta di letteratura d'accatto. Certo, ce n'è molta, ma c'è anche quella buona. E forse, oggi, si trova più nel "genere" che altrove. Inoltre sei un po' ingiusto con gli italiani. Più della metà della spazzatura arriva da oltre confine. In conclusione: fai bene ad essere selettivo, anch'io lo sono. Ma non buttare via tutto. Inoltre non esiste uno scrittore che prende coscienza della sua pochezza e scrive scientemente cose commerciali. Uno scrittore vero deve sempre porsi obbiettivi grandissimi e irraggiungibili per poter scrivere e, di conseguenza, deve avere una discreta stima del suo lavoro. Diversamente non esiste. Non lo dico io, lo diceva Calvino e secondo me aveva ragione.
Ciao!
v.
utente anonimo

#15   04 Dicembre 2007 - 13:30
 
Due precisazioni doverose.
Non intendevo dire che il noir, genere di mio gradimento, sia un genere d'accatto: lo stanno trasformando in questo, piuttosto.
Autori noir come Chandler, o Elloroy ( per alcune opere), Thompson , per fare dei nomi, mi piacciono parecchio.
Diverso discorso per coloro che prendono questo " genere" come pretesto per pubblicare i propri libricini. Proprio loro svalutano il noir all'inverosimile.
Non parliamo poi dei thriller: e' devastante l'inflazione in questo tipo di storia, talmente devastante, da rasentare la vergogna.
L'ultimo thriller letto e' stato Bilico della Barbato: che dovrei dire di un libro simile?
Questione italiana e straniera: assolutamente vero che buona parte dell'immondizia e' straniera e specialmente americana, ma pur riconoscendo questo, mi volevo attenere al mercato italiano. E su questo, caro Valerio, non cambio opinione. E' un mercato talmente commerciale da trasformarsi oramai in un gran bazar: si sta pubblicando davvero tutto quello che mai dovrebbe essere pubblicato.
Banconi interi di carta; un infinito numero di titoli assurdi che due giorni dopo non sono piu' nemmeno in catalogo; meteore che appaiono nel cielo dell'editoria senza un perche' valido; una serie impressionante di trilleristi, noiristi, che risulta quasi impossibile seguirli tutti. E questo, tutto questo, non fa bene alla letteratura e tanto meno al " genere " specifico.
Non l'ho letto e non mi piace: dire cosi' significa qualcosa di piu' del senso letterale. E' quella sorta di intuito che ti permette quella prudenza che quasi mai t'inganna: e' quell'esperienza ( da letture fatte nonostante quel non l'ho letto) che ti ha insegnato , come lettore, a non lasciarsi ingannare da uno specchietto.
Vedi, Valerio, quando una mattina tu ti alzi prendi un giornale , vedi la pubblicita'; o quando entri in una libreria e vedi cataste dello stesso libro dappertutto; o in un autogrill lo ritrovi vicino alla cassa; o nelle classifiche ( redatte chissa' come) impazza un titolo; o infine , per puro caso, conosci l'autore, ci parli, e ti accorgi che la pur minima critica ad un suo libro desta in lui la sentenza che tu sei un " cretino " di lettore, - tu allora - hai gia' capito tutto: quello e' uno che non leggi e non ti piace e questa regola quasi mai fallisce, te lo assicuro.

Ciao, Sergio
utente anonimo

#16   04 Dicembre 2007 - 14:50
 
Ho capito, credo che la pensiamo in modo molto simile. Del resto, come sai bene, viviamo in un contesto mafioso e il mondo culturale lo dimostra in modo eclatante. La ricetta per lanciare un libro sembra ormai codificata. La casa editrice monta un caso purchessia, poi mobilita una pattuglia di "maestri del pensiero" della scuderia per far da grancassa, quindi si piazza l'autore in una trasmissione fighetta per lanciarlo e infine lo si candida a quei tre premi nazionali che fanno vendere. Il guaio è che i lettori ci credono e comprano. Poi, magari, restano delusi e smettono di leggere. Non quell'autore, ma i libri.
Ciao!
v.
utente anonimo

#17   05 Dicembre 2007 - 23:29
 
Ciao Valerio.. spero tanto che tu vinca il "Premio Scerbanenco" per me sei il migliore.In "bocca al lupo"
Ciao Bianca..
utente anonimo

#18   06 Dicembre 2007 - 08:55
 
Grazie Bianca! Sei gentilissima, ma non credo di essere il prescelto. Arrivare in finale, per me è già una grande conquista se consideri che "Le imperfezioni" non è un giallo ed è solo parente di un noir. Comunque non mettiamo limiti alla Provvidenza... Ma tu, Bianca, sei emiliana? Scusa se te lo chiedo, ma ho l'impressione di averti incontrata in una presentazione.
Ciao!
v.
utente anonimo

#19   06 Dicembre 2007 - 22:54
 
Ciao Valerio..si sono emiliana di Modena, ma purtroppo non ti ho mai incontrato in una tua presentazione. In un mio precedente post ti avevo chiesto quando venivi a Modena per presentare un tuo libro e ti ringrazio per avermi già gentilmente risposto.
utente anonimo

#20   24 Dicembre 2007 - 22:31
 
Buon Natale !...Bianca
utente anonimo

#21   25 Dicembre 2007 - 09:01
 
Auguri Bianca! Buon Natale e un 2008 pieno di soddisfazioni!
v.
utente anonimo

Commenti

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